Halloween – La notte delle Streghe

(Halloween)

Regia di John Carpenter

con Donald Pleasence (Dottor Loomis), Jamie Lee Curtis (Laurie Strode), Nancy Loomis (Annie), P. J. Soles (Lynda), Charles Cyphers (Sceriffo Brackett), Kyle Richards (Lindsey Wallace), Brian Andrews (Tommy Doyle).

PAESE: USA 1978
GENERE: Horror
DURATA: 85′

Mike Myers uccide da bambino la sorella più grande e viene internato in un manicomio criminale. Quindici anni dopo fugge e torna ad Haddonfield inseguito dal Dottor Loomis, unico ad avere capito che quel giovane è puro male. E la sua sete di uccidere non si è ancora quietata.

Girato a basso costo, terzo film di uno dei cineasti più visionari e sottovalutati d’America, questo Halloween è il capostipite del nuovo genere cinematografico dello slasher (film con maniaci armati di coltello) che impazza anco0ra oggi nonostante un triste declino. Ispirò, oltre ad una decina di seguiti e remake, intere saghe come Nightmare, Venerdi 13 e Scream. Indicò, insieme a Non aprite quella porta di Hooper (1974), una nuova via al cinema dell’orrore, introducendo e approfondendo temi come la sessualità (repressa o esibita), i traumi adolescenziali, il sogno che diventa incubo. Come in alcuni noir americani degli anni ’40, la provincia (ovvero, la lontananza dalla metropoli) non è più sinonimo di pace e serenità ma diventa un perverso nido per il male, nascosto tra i muri pastello e il bigottismo imperante. Vanta una serie infinita di imitatori, ma nessuno è stato in grado di ricreare l’alchimia perfetta dello stile di Carpenter: si pensi ad esempio al funzionale virtuosismo dei minuti iniziali (un lungo piano- sequenza in soggettiva, attraverso gli occhi del piccolo Mike che uccide), ma anche alla scelta di riutilizzare lo stratagemma soggettivo ogni qualvolta appare l’omicida: in questo caso, infatti, lo spettatore si identifica con lo sguardo del cattivo e finisce per immedesimarsi con lui, arrivando a temere se stesso. A entrare nelle inquadrature in maniera scioccante non è più l’assassino, ma la vittima. Cinema classico (la soggettiva), ma riletto dall’interno (non c’è  un’oggettiva di partenza ad equilibrare il procedimento). I luoghi desolati, le inquadrature che “sanno di attesa”, le musiche angosciose, ma soprattutto l’incredibile e sapiente uso dello spazio del fotogramma (col Panavision) diventeranno una costante carpenteriana. Un piccolo grande (e spaventoso) film dell’orrore, uno dei primi capolavori di Carpenter. Da scuola del cinema.

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5 risposte a Halloween – La notte delle Streghe

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