Troll 2

(Goblin)Locandina

Regia di Drake Floyd [Claudio Fragasso]

con Michael Stephenson (Joshua), Connie McFarland (Holly), George Hardy (Michael), Margo Prey (Diana Waits), Robert Ormsby (Nonno Seth), Deborah Reed (Leonore), Jason Wright (Elliott Cooper), Deborah Reed (Credence), Darren Ewing (Arnold), Michelle Abrams (La strega), Jason Steadman (Drew).

PAESE: Italia 1990
GENERE: Horror
DURATA: 90′

Allegra famigliola americana finisce in un paesino di campagna in cui orribili folletti vegetariani provenienti dai boschi tentano di mutarli in piante per poi papparseli. Il figlio piccolo, Joshua, risolve la situazione con l’aiuto del fantasma del nonno che, tornato per l’ultima volta, gli offre un panino con la mortadella che ferma i cattivi (!!!).

Scritto da Rossella Drudi, moglie del regista, è un orripilante film dell’orrore girato senza soldi e senza idee divenuto – secondo alcuni inspiegabilmente – un vero e proprio cult per amanti del trash, tanto che in America è stato creato un festival annuale a suo nome e nel 2009 è uscito un acclamato documentario sulla sua realizzazione dal titolo Best Worst Movie (letteralmente, il “miglior peggior film”). Riportato addirittura al cinema, ha riempito le sale di appassionati e cultori. Il motivo, in realtà, non è poi così ignoto: è un film talmente brutto – attori cani, effetti speciali risibile, regia naif, sceneggiatura priva di qualsivoglia logica narrativa – da risultare paradossalmente irresistibile. È un film difficile da giudicare perché se lo si analizza come film, come arte, si è moralmente tenuti a denigrarlo a vita e sconsigliarlo; ma se lo si giudica come intrattenimento, divertimento, trionfo del pressapochismo e del ridicolo involontario, è un assoluto capolavoro.  Titolato Troll 2 senza che ne esistesse un primo capitolo (il film Troll non ha niente da spartire con questo) e senza che vi appaia anche un solo troll, è un film che fa sbellicare dall’inizio alla fine: non c’è davvero nulla che funziona (a parte due o tre siparietti volutamente ironici) e gli intenti ecologistici non fanno che rafforzare la vena di cattivo gusto che permea abilmente l’intera visione. La scena finale in cui i mostri mangiano la madre del bambino chiedendo al malcapitato se “ne vuole un pezzo”, poi, è già storia. Mai uscito al cinema, è un film da perdere con ostinazione o da non perdere affatto, secondo i gusti.

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