Doomsday

(Doomsday)

Regia di Neil Marshall

con Rhona Mitra (Maggiore Eden Sinclair), Bob Hoskins (Bill Nelson), Adrian Lester (Sergente Norton), Alexander Siddig (John Hatcher), David O’Hara (Michael Canaris), Malcolm McDowell (Dottor Marcus Kane), Emma Cleasby (Katherine Sinclair), Jeremy Crutchley (Richter), Vernon Willemse (David).

PAESE: Gran Bretagna 2008
GENERE: Fantascienza, Horror
DURATA: 113′

Quando in Scozia si accende il focolaio di un letale virus chiamato Reaper, ai giorni nostri, la popolazione di tutto il Regno Unito viene decimata, e per evitare il diffondersi del contagio nel resto del mondo le isole britanniche vengono isolate e messe in quarantena. 25 anni dopo il Reaper riappare improvvisamente in un’altra nazione: per far fronte alla possibile pandemia, un team di soldati e scienziati viene inviato in Scozia per identificare l’origine del virus e cercare di trovarne una possibile cura. Ma intanto telecamere a circuito chiuso hanno localizzato persone non infettate…

Passato inosservato nelle nostre sale (forse scambiato erroneamente per il seguito di Doom, 2005?), è un violentissimo e tesissimo fumettone horror fantascientifico che diventa col passare dei minuti un apologo fanta- politico sul potere e sul decadimento della civiltà che ne deriva. Il radicale – e razionale – pessimismo di fondo lo rende superiore a molti prodotti sui generis dello stesso periodo, nonostante sia tematicamente e visivamente una sorta di plagio del cinema di Romero e soprattutto di Carpenter: anzi, bisognerebbe scappellarsi spesso per salutare tutte le citazioni che rimandano all’opera del cineasta americano – un film su tutti Fuga da New York, qui ripreso più volte nell’intreccio. Non è nemmeno il primo film a immaginare un futuro che torna al medioevo – si pensi a Fuga da Absolom, film cui questo deve molto – ma bisogna ammettere che le sue trovate narrative potrebbero alimentare tranquillamente tre o quattro fanta- horror convenzionali. La vera forza del film sta nell’originalità della sua protagonista: decisa, testarda, forte, sexy, emule al femminile del mitico Jena Plissken carpenteriano. E Rhona Mitra, finalmente in una parte principale, le rende giustizia e ne rappresenta con passione lo status di “forza della natura”, ammaliando con la sua corporeità apparentemente fragile la macchina da presa. È un film ad alto costo con lo spirito di un film di serie B, che non disdegna pur brevi parentesi d’autore e sequenze molto “anti- hollywoodiane”, una su tutte il bellissimo finale, senza catarsi né redenzione. È eccessivo in tutto: nell’azione, nella violenza, nell’accumulo di temi e di cadaveri, nello spargimento di sangue. Nonostante alcuni – vistosi- buchi in sceneggiatura, a livello di tensione non perde colpi praticamente mai. E bravo Marshall, qui anche sceneggiatore.

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