Grindhouse – A prova di morte

(Grindhouse – Death Proof)

Regia di Quentin Tarantino

con Kurt Russell (“Stuntman” Mike), Rosario Dawson (Abernathy), Rose McGowan (Pam), Vanessa Ferlito (Arlene),  Zoë Bell (Zoe), Mary Elizabeth Winstead (Lee), Sydney Tamiia Poitier (Jungle Julia), Tracie Thoms (Kim), Eli Roth (Dov), Quentin Tarantino (Warren), Michael Parks (Earl McGraw), Marley Shelton (Dottoressa Dakota Block).

PAESE: USA 2007
GENERE: Thriller
DURATA: 110′

Texas. Un gruppo di belle ragazze viene brutalmente massacrato da un folle a bordo di una Dodge Challenger 1970. 14 mesi dopo a Lebanon, Tennessee, ci riprova. Ma trova pane per i suoi denti.

Nelle sale americane esce nel 2006 il film Grindhouse, (durata: 191’) diviso in due episodi: Death Proof (diretto da Tarantino) e Planet Terror (di Rodriguez). Visto il clamoroso flop, per il mercato europeo – Francia esclusa – viene diviso in due film distinti. A prova di morte viene rimontato con l’aggiunta di qualche scena (uno spogliarello, ad esempio) ma non cambia la sostanza: è un film noioso, ridondante, irrisolto, superficiale. Insomma, non il genere di film che ci si aspetta da uno come Tarantino. Come Kill Bill è la storia di una vendetta al femminile, ma a differenza del predecessore non è affatto riuscito. Il regista si impegna, non disdegnando le consuete parentesi meta- cinematografiche e situazioni sull’orlo del paradosso, ma il film non decolla mai e, anzi, incredibile per Tarantino, i dialoghi sono noiosi e banali: pare quasi che il regista, nel voler fare un film “alla Tarantino” a tutti i costi, finisca per farne uno che non lo è affatto. Si auto- erotizza compiacendosi del proprio virtuosismo (visivo e verbale) senza accorgersi che, dopo un po’, stufa. È un film costruito su due morti (con tanto di zoom sui particolari macabri, da vero B- movie) inframezzate da noiosissimi cazzeggi tra donne: la stessa sceneggiatura del regista non è all’altezza né delle precedenti, né degli attori che la devono portare in immagini. Sicuramente è originale l’idea di girare un film ad alto costo riproponendo – con l’aiuto del digitale – le abrasioni e le sbavature dei film di serie Z che, a coppie, venivano proiettati nei ’60 nelle salette di provincia. Ma è solo virtuosismo fine a sé stesso, in quanto minimamente sostenuto dalla storia. Niente di grave comunque: inciampare è lecito anche in una brillante carriera come quella di Tarantino. Infiniti i rimandi ad altri film, troppi per essere elencati: ci limitiamo a segnalare il più esplicito, ovvero all’opera tutta “tette e motori” di Russ Meyer. È un film che appare molto come un’occasione mancata. Michael Parks interpreta lo sceriffo Earl McGraw, personaggio già apparso in Dal tramonto all’alba e Kill Bill volume 1.

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