Predator

(Predator)

Regia di John McTiernan

con Arnold Schwarzenegger (maggiore Dutch Schaefer), Carl Weathers (Maggiore Dillon), Elpidia Carrillo (Anna), Bill Duke (Mac), Jesse Ventura (Brain), Sonny Landham (Billy), Richard Chaves (Poncho), R. G. Armstrong (Phillips), Shane Black (Hawkins), Kevin Peter Hall (Predator/pilota elicottero).

PAESE: USA 1987
GENERE: Fantascienza
DURATA: 104′

In Sudamerica viene abbattuto un aereo con a bordo un ministro. La CIA chiama a rapporto la squadra  del roccioso maggiore Schaefer e la manda nella foresta a cercarlo. Ma i marines scoprono che non devono temere soltanto i terroristi: c’è qualcos’altro nascosto nella giungla…

Scritto dai fratelli Jim e John Thomas, diretto dal sottovalutato McTiernan (prima volta alla prese con un grosso budget), è un robusto action- movie fantascientifico diventato un piccolo cult, un film di genere che di generi ne mescola almeno quattro (scifi, horror, azione, avventura) e si eleva parecchio rispetto ai prodotti coevi. Il punto partita McTiernan lo segna nel modo con cui tratta Schwarzy: pone lui e i suoi luccicanti bicipiti al centro della storia ma, parallelamente, non costruisce la storia attorno a lui. Il vero protagonista è la giungla, il coprotagonista è l’alieno. In bilico tra esaltazione del machismo e sua divertita parodia, con un’ironia che manca al 90 % dei film “dinamici” americani, il film vanta un’azione coreografata alla perfezione ed una regia funzionale e inventiva che spesso ricorre alla “soggettiva senza oggettiva” per creare una suspense invidiabile (lo spettatore si chiede: “attraverso gli occhi di chi sto guardando?”). Gli stereotipi ci sono tutti, ma basterebbe l’ultima mezz’ora per comprendere la grandezza di questo prodotto “di massa” che tuttavia sa andare controcorrente: non solo gli ultimi 30’ sono totalmente muti, ma addirittura il messaggio è un messaggio inaspettatamente involutivo e anti-tecnologico: per battere il mostro a Schwarzy non servono armi fantascientifiche, bensì un paradossale cocktail di intelligenza (le trappole) e ritorno al selvaggio (la forza bruta, il fango). Musiche funzionali di Alan Silvestri, mentre il design del mostro è del veterano Stan Winston. Jean Claude Van Damme fu contattato per vestire i panni del predator ma rifiutò perché non gli si vedeva mai la faccia. Due seguiti, uno immediato (1990) e uno tardivo (2010).

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