Manhunter – Frammenti di un omicidio

(Manhunter)

Regia di Michael Mann

con William Petersen (Will Graham), Kim Greist (Molly Graham), Brian Cox (Hannibal Lektor), Dennis Farina (Jack Crawford), Tom Noonan (Francis Dollarhyde), Joan Allen (Reba), David Seaman (Kewin Graham), Dan Butler (Jimmy Price), Michael Talbott (Geehan), Benjamin Hendrickson (Dottor Chilton).

PAESE: USA 1986
GENERE: Thriller
DURATA: 118′

Will Graham è un ex agente dell’Fbi costretto al ritiro dopo l’incontro con Hannibal Lektor, spietato e perverso omicida che Will riuscì ad arrestare ma che gli provocò gravi traumi psicologici. A distanza di anni il collega Jack Crawford gli propone un caso analogo che solo lui è in grado di risolvere: Graham è infatti abile nell’immedesimarsi nei serial killer per ragionare con la loro testa. Ma anche questa volta non sarà facile per lui tenere i nervi saldi, specialmente perché dovrà nuovamente incontrare il perfido Lektor…

Scritto dal regista ispirandosi a Red Dragon di Thomas Harris, primo romanzo dedicato al pluriomicida Hannibal Lekter (che qui diventa Lektor). Uno dei più grandi noir degli anni ’80, cupo, tesissimo, un viaggio nei più reconditi abissi della mente umana nonchè un saggio di inarrivabile suspense che spiazza, turba, coinvolge. Mann si conferma regista di rara eleganza formale, capace di rendere simbolici i luoghi con una semplice inquadratura e di concepire immagini perfette e fortemente suggestive. È un film realistico con sprazzi onirici in cui gli stereotipi sono prosciugati con uno stile unico, pieno di momenti sospesi e d’ampio respiro ma anche di vorticose accelerazioni di ritmo. Personaggi credibili, attori bravi e diretti con grazia, una sceneggiatura perfetta nonostante qualche passo poco chiaro e un assassino anomalo che non ha ne la faccia ne la fisicità che ci si aspetterebbe. L’intro è uno dei pezzi più inquietanti di tutto il cinema di Mann, la storia d’amore tra l’assassino e la cieca Reba uno dei più poetici. Un film bellissimo. Fotografia magnifica di Dante Spinotti. Clamoroso errore di traduzione per quanto riguarda il soprannome dell’assassino: Fairy Tooth (“fatina dei denti”) diventa nella versione italiana “dente di fata”. Anche se molto meno noto, questo Manhunter non ha nulla da invidiare al successivo Il silenzio degli innocenti, tratto dal secondo romanzo di Harris e diretto da Jonathan Demme. Nel 2002 ne è uscito un inutile remake con Edward Norton nei panni di Graham, intitolato Red Dragon.

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2 risposte a Manhunter – Frammenti di un omicidio

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