Megaforce

(Megaforce)

Regia di Hal Needham

con Barry Bostwick (Ace Hunter, in italiano, Asso Laser), Michael Beck (Dallas), Persis Khambatta (Maggiore Zara), Edward Mulhare (Generale Edward Byrne-White), George Furth (Prof Eggstrum), Henry Silva (Duke Guerrera), Mike Kulcsar (Ivan), Ralph Wilcox (Zachary Taylor).

PAESE: USA 1982
GENERE: Fantastico
DURATA: 99′

Squadra di super militari vestita come i Bee Gees e capeggiata da Ace “Asso” Hunter, dotata di moto che sparano, volano, telefonano, si recano in un paese non meglio identificato per scongiurare una guerra tra la repubblica di “Sghimbescia” (!) e quella di Anguria (!!).

Penoso filmaccio di serie Z che scopiazza a destra e a manca mille film americani (Mad Max, Conan il Barbaro) e che vorrebbe essere di cento generi senza riuscire ad “imboccarne” mezzo. Vorrebbe essere un fantasy-action-comedy-sci fi film, in realtà è solo un’infinita tristezza. Chuck Norris, nei suoi film, copia senza problemi i film di Stallone: Hal Needham copia direttamente da Chuck Norris – che a sua volta era già un “doppio” – col risultato che vi lasciamo immaginare. Parlare di regia è azzardato, parlare di montaggio quanto meno offensivo: non c’è nulla che funziona. La sceneggiatura – scritta da cinque persone, accipicchia! – latita come le idee, gli attori sono tra l’imbarazzante e il deviato, gli effetti speciali non si possono nemmeno definire tali: si pensi al finale in cui la motocicletta vola, e non è difficile constatare che molti cartoni animati sono più vicini alla realtà. L’assoluto ridicolo involontario imperante sembra non riuscire nemmeno a sconfiggere la tremenda noia che assale durante la visione, tanto che dopo dieci minuti di film si ha già l’impellente desiderio di a) andare al bagno, b) uscire dalla stanza. Assolutamente insensato il dialogo tra Asso e il generale Guerrera: sono nemici eppure sembrano i fratelli Bandiera. E Michael Beck, ottimo protagonista de I guerrieri della notte, perde senza ritegno ogni brandello di dignità. È l’unico film d’azione e guerra in cui non muore nessuno: peccato, perché tra tutti i personaggi (se così li possiamo chiamare) non ce n’è uno simpatico. Terrificante.

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