Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo

(Dirty Harry)

Regia di Don Siegel

con Clint Eastwood (Harry Callaghan), Harry Guardino (Tenente Al Bressler), Reni Santoni (Ispettore Chico Gonzalez), Andrew Robinson (Scorpio), John Larch (Capo della Polizia), John Vernon (Sindaco), John Mitchum (Ispettore Frank DiGiorgio), Mae Mercer (Signora Russell), Lyn Edgington (Norma).

PAESE: USA 1971
GENERE: Poliziesco
DURATA: 92′

A San Francisco l’ispettore dai metodi poco ortodossi Harry Callaghan (“Callahan” in originale) riesce a catturare Scorpio, un omicida spietato che continua a mietere vittime con un fucile di precisione. Quando il balordo viene rilasciato per mancanza di prove, Callaghan lo uccide e poi getta il distintivo.

Ispirato alla storia vera dell’assassino soprannominato Zodiac, che in realtà non fu mai catturato(e la cui storia sarà narrata da David Fincher nell’omonimo film del 2007), è un tesissimo poliziesco metropolitano con un ritmo infallibile e un senso del racconto preciso come un orologio svizzero. Molti lo boicottarono perché troppo “reazionario” – anche se altri lo bollarono direttamente come “fascista” – vedendolo come un elogio al giustizialismo privato. In realtà è una pellicola che interpreta – con un pessimismo che talvolta sfiora il nichilismo – il malessere di un epoca in cui le leggi e le regole (affidate in toto alla burocrazia) sembravano essere scomparse o, quantomeno, mal utilizzate. Qualche accusa di razzismo (fondata) non smuove la sostanza di un film fondamentale per il poliziesco made in USA e l’hard- boiled, specialmente per quanto riguarda i canoni figurativi: regia di un minimalismo funzionale assoluto, fatta di sottrazioni e scarti, realismo ossessivo che diviene parossismo per poi gettarsi in sipari che attingono direttamente dall’incubo (si pensi alla stupenda sequenza in cui Callaghan tortura Scorpio nello stadio), spazi urbani concepiti come personaggi veri e propri, psicologie sacrificate per non frenare la tensione, gusto barocco nelle inquadrature (moltissime sono effettuate dall’alto, “volando” su San Francisco). E non manca nemmeno una velata ironia. Siegel ha qualcosa da dire, ma ciò che più gli preme sembra essere dirlo bene: lo aiutano una schiera di collaboratori eccezionali, come il montatore Carl Pingitore e il fotografo Bruce Surtees, senza dimenticare le musiche suggestive di Lalo Schifrin. La sceneggiatura, ufficialmente scritta dai coniugi Fink (Rita e Harry Julian) con Dean Riesner, fu in realtà “lavorata” anche da pezzi grossi come John Milius e Terrence Malik (non accreditati). Eastwood nell’ennesima parte che lo fece “personaggio”, Robinson perfetto nel ruolo dello psicopatico. Con quattro seguiti, di cui uno diretto dallo stesso attore protagonista.

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