2012 – Supernova

(2012 – Supernova)

Regia di Anthony Fankhauser

con Brian Krause (Kelvin), Heather McComb (Laura), Najarra Townsend (Tina), Allura Lee (Dottoressa Kwang Ye), Alan Poe (Dzerzhinsky), Londale Theus (Capitano Henreaux), Stephen Schneider (Capitano James Moto), Dorothy Drury (Agente Dunne), Stephen Blackheart (Agente Greene), Kevin Ashworth (Carter), Stafford Mills (Contadino Brown).

PAESE: USA 2009
GENERE: Catastrofico
DURATA: 87′

Mister Kelvin, membro della Nasa, è costretto a lasciare moglie e figlia per recarsi in laboratorio ed evitare, con una scienziata cinese e un tecnico russo, che una supernova (?) distrugga la Terra.

Ennesimo “knockbuster” (blockbuster a basso costo) della casa di produzione Asylum, nota perché ricalca i film che sbancano il botteghino per sfruttarne la scia mediatica a livello commerciale. E così, dopo Transmorphers e The Da Vinci Treasure, la deprecabile azienda di audiovisivi si avventura in un catastrofico della peggior specie che ricorda da vicinissimo il 2012 di Roland Emmerich, uscito qualche giorno prima. Ma nulla funziona in questa insipida e terrificante operazione di marketing: il film possiede tutti i difetti soliti dell’Aylum style – carenza di mezzi che porta a girare tutto in interni o in zone senza scenografie, effetti speciali risibili, sceneggiature e trame improbabili, personaggi ridicoli interpretati da attori di indiscutibile inettitudine. La domanda che sorge spontanea è: ma a parte i poveri critici che sono costretti, c’è davvero qualcuno che guarda questi film? La storia è improbabile e stesa a casaccio, non c’è un riferimento scientifico che possegga il pur minimo fondamento – per quanto la spiegazione finale dell’eroe su come fermare l’apocalisse, sparata con supercazzoliana fantasia degenerata, sia irresistibile – ci si aspetta ogni accadimento almeno venti minuti prima che succeda, gli effetti poverissimi assicurano grosse risate ma fanno più pena che pietà. Non una legge fisica o scientifica viene rispettata, non una sequenza manca di giganteschi buchi inverosimili (alla Nasa lavorano quattro persone?). Orripilante oltre ogni dove, rasenta la noia ma spinge all’imbarazzo. Tanto vale spender parole sulla regia di Fankhauser: se esiste, non è identificabile secondo i parametri canonici. Un film di inarrivabile bruttezza. E che dire del cattivo gusto con cui, per risparmiare sul budget, viene mostrato il filmato “vero” della tragedia dello shuttle Challenger , otto vittime nel 1986?

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