Balle Spaziali

(Spaceballs)

Regia di Mel Brooks

con Rick Moranis (Lord Casco), John Candy (Rutto), Mel Brooks (Scrocco/ Saggio Yogurt), Bill Pullman (Stella Solitaria), Daphne Zuniga (Principessa Vespa), George Wyner (Colonnello Nunziatella), Dick Van Patten (Re Rolando), Lorene Yarnell (Dorothy), John Hurt (Kane), Leslie Bevis (Zircon), Ronny Graham (Ministro), Jm J. Bullock (Principe Valium), Dom DeLuise (Pizza Margherita)

PAESE: USA 1987
GENERE: Fantacomico
DURATA: 97′

Il perfido affarista Scrocco, accortosi che il suo pianetucolo sta finendo l’aria respirabile, fa rapire la principessa Vespa del pianeta Druidia e chiede come riscatto al padre una lauta dose di ossigeno puro. Stella Solitaria e il fido Rutto, avventurieri galattici, partono per salvarla; ma dovranno fare i conti col malvagio Lord Casco, spietato generale al soldo di Scrocco.

Dopo un primo periodo di qualità pregevole fatto di sagaci “riletture” (siano esse dell’opera di Hitchcock o dei romanzi di Mary Shelley), Brooks inaugura, forse per mancanza di idee o forse perché L’aereo più pazzo del mondo ha suggerito una via nuova al genere, un secondo ciclo in cui si diverte a prendere per i fondelli – con spirito decisamente “zuckeriano” – i blockbuster del cinema americano. Impresa non facile, specie se l’oggetto della parodia è un film come Guerre Stellari che di per se è già una velata parodia citazionista del cinema di fantascienza. Brooks ci riesce al cinquanta per cento: se da un lato infatti la sceneggiatura accumula battute e sequenze non sempre felici, di un umorismo greve e scontato, dall’altro si ricorda del Brooks di un tempo (quello del “castello ululì”) e centra qualche passo divertente e riuscito. E lo fa alternando la rozzezza di fondo con una buona dose di umorismo geniale, come nella sequenza in cui i protagonisti guardano Balle spaziali in cassetta per sapere come va a finire la storia o in quella in cui John Hurt, in un brevissimo cameo, ripropone la sequenza della propria morte già vista in Alien. I film parodizzati sono molteplici, ma la trama conta fino ad un certo punto: più importanti appaiono infatti i personaggi, interpretati da attori che qualche volta riescono ad essere irresistibili: dal Lord Casco di Rick Moranis – forse il migliore a livello di comicità – al Yogurt (presa in giro di Yoda) dello stesso Brooks, dal “canuomo” Ruttolomeo detto Rutto del compianto John Candy al Pizza Marherita di Dom DeLuise, sepolto sotto quintali di trucco “alimentare”. Non è il miglior Brooks – anche se è nettamente superiore alle successive parodie di Robin Hood e Dracula – ma comunque ci si diverte, specialmente nella prima parte che è anche la più originale e ridicola. Poi il film si perde in vuote citazioni e svela la propria povertà ideativa. Peccato, perché dal regista di un capolavoro come Frankenstein Junior ci si aspetta qual cosina di più. Da non perdere i titoli di testa, videoimpressionati su una fallica, lunghissima nave spaziale.

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