Dracula morto e contento

(Dracula Dead and Loving it)

Regia di Mel Brooks

con Leslie Nielsen (Dracula), Peter MacNicol (Renfield), Steven Weber (Harker), Amy Yasbeck (Mina), Mel Brooks (Van Helsing), Harvey Korman (Dr. Jack Seaward), Lysette Anthony (Lucy Westenra), Megan Cavanagh (Essie), Anne Bancroft (Madame Ouspenskaya), Ezio Greggio (Cocchiere).

PAESE: USA 1995
GENERE: Comico
DURATA: 91′

Transilvania, 1893. Il legale Thomas Renfield vende al misterioso Conte Dracula l’abbazia di Carfax a Londra. Giunto in Inghilterra, il conte inizia ad insediare le giovani donne sue vicine di casa, lasciando loro strani segni sul collo. Che sia un vampiro? Il dottor Seaward, direttore di un manicomio, chiede aiuto all’esperto dottor Van Helsing.

Ultimo film – finora – di Mel Brooks, scritto da Rudy De Luca e Steve Haberman. Come i precedenti Spaceballs e Robin Hood fa parte del filone parodistico- demenziale inaugurato dal trio Zucker- Abrahams- Zucker con Airplane! Si basa su un accumulo forsennato di gag, tutte o quasi ideate con lo scopo di deridere i blockbuster del momento. Frankenstein Junior funzionava perché non era una parodia, bensì una rilettura in chiave comica dell’opera di Mary Shelley. Brooks aveva l’occasione di ripetersi col romanzo di Bram Stoker, e invece si accoda ai gusti commerciali del pubblico e disegna una parodia poco riuscita del Dracula di Coppola. Saranno le citazioni troppo superficiali, sarà l’accumulo di gag che obiettivamente non fanno ridere (passano intere decadi di minuti senza la minima risata): comunque sia, il film non funziona: è piatto, monocorde, poco brooksiano nel suo continuo avvicendamento ad un umorismo demenziale troppo rozzo e poco intelligente. Certo, qualche battuta fa ridere, ma Nielsen si limita a rifare il tenente Drebin di Una pallottola spuntata e Brooks ad accompagnarlo con una regia banale e priva di guizzi particolari. Se la scena più divertente ha come protagonista Ezio Greggio, forse ci si dovrebbe porre qualche domanda. Un brutto film: peccato, perché il regista ci aveva abituato a livelli qualitativi decisamente superiori. Bravo comunque il caratterista Peter MacNicol, unico a strappare qualche ghigno con la sua surreale performance. Nel ruolo della strega, all’inizio, si può notare Anne Bancroft, moglie del regista.

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