L’ultimo uomo della Terra (Vento di Montagna)

(conosciuto anche col titolo inglese The Last Man on Earth)

Regia di Sidney Salkow, Ubaldo Ragona

con Vincent Price (Dottor Robert Morgan), Franca Bettoja (Ruth Collins), Emma Danieli (Virginia Morgan), Giacomo Rossi Stuart (Sam Cortman), Aldo Silvani (Dottor Silvani), Umberto Raho (Dottor Mercer), Christi Courtland (Kathy Morgan).

PAESE: Italia, USA 1964
GENERE: Fantascienza
DURATA: 86′

Unico sopravvissuto di un epidemia che ha sterminato la popolazione terrestre, il dottor Robert Morgan, immune al virus, cerca disperatamente di trovare un vaccino per i contagiati, trasformai in vampiri violenti. Riuscirà a curare una giovane donna, ma la nuova stirpe che erediterà il mondo lo ucciderà senza pietà perché “diverso”.

Primo adattamento cinematografico del romanzo Io sono leggenda (1954) di Richard Matheson, una coproduzione italo americana attribuita da noi a Ubaldo Ragona, negli States all’esordiente Sidney Salkow (apparentemente il vero ed unico regista del film). La sceneggiatura di Furio M. Monetti non è affatto maligna, ed è abile nel trasmettere la solitudine del protagonista: farlo parlare “da solo” sarebbe stato quanto meno ridicolo, e dunque si preferisce inserire una voce over che rispecchia i suoi pensieri. La produzione poté girare in varie zone di Roma, specialmente nel quartiere dell’EUR deserto per l’estate: il risultato è più che discreto, e le bellezze della città eterna si dimostrano uno scenario ideale per illustrare decadenza e desolazione. Non viene soppresso il messaggio socio- politico del romanzo – eravamo zombi già prima dell’epidemia, dunque non meritiamo alcuna salvezza – anche se nel finale la storia non riesce a concedersi al pessimismo assoluto di Matheson, sostituito da un pessimismo “moderato” che non nasconde un piccolo barlume di speranza.

Si tratta certo di un b- movies a basso costo, che visto oggi pare abbastanza datato, ma è innegabile che i punti a favore siano molteplici: il già citato sottotesto politico; l’interpretazione di un immenso Vincent Price (cui presta la voce il nostro bravissimo Emilio Cigoli); la perfetta creazione dell’atmosfera e l’azzeccata scelta degli scenari; la capacità di creare un’ottima suspense con pochissimi mezzi. Il ritmo c’è, il senso del racconto pure. Rimane tutt’ora il miglior adattamento filmico del capolavoro di Matheson, superiore anche e specialmente al blockbuster senza anima con Will Smith. Ed è innegabile che abbia influenzato parecchi prodotti sui generis venuti dopo. Uno su tutti? Il film più noto di George A. Romero, La notte dei morti viventi (1968), che da questo piccolo film italico ruba ben più di una scena. Una pellicola da riscoprire e da gustare, vero caposaldo della fantascienza definita post- apocalittica. A suo modo, un piccolo classico. Nel 2005 è uscita una versione in DVD con parecchi extra, mentre da qualche tempo gira una versione colorizzata.

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4 risposte a L’ultimo uomo della Terra (Vento di Montagna)

  1. Pingback: 1975 – Occhi bianchi sul pianeta Terra | Ne ho viste cose…

  2. madpack ha detto:

    da vedere!!!lo cerco subito!grazie

  3. Pingback: La Notte !!!!!!! « Pensieri e Diario

  4. Pingback: L’antica Acerenza quale importante centro culturale medioevale « Rassegna Stampa Militare

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