Il negoziatore

(The Negotiator)

Regia di F. Gary Gray

con Samuel L. Jackson (Danny Roman), Kevin Spacey (Chris Sabian), Vanessa Zima (Michelle), David Morse (Adam Beck), Ron Rifkin (Grant Frost), John Spencer (Comandante Al Travis), Kenan Thompson (Tonys Beck), J. T. Walsh (Terence Niebaum), Siophan Fallon (Maggie), Paul Giamatti (Rudy Timmons), Regina Taylor (Karen Roman), Bruce Beatty (Markus).

PAESE: USA 1998
GENERE: Poliziesco
DURATA: 138′

Il negoziatore nero Danny Roman, esperto nelle trattative per liberare ostaggi, scopre di essere stato incastrato e prende in ostaggio gli occupanti dell’ufficio Affari Interni della polizia. Non fidandosi di nessuno, chiede che a negoziare con lui sia Chris Sabian, proveniente da un altro distretto. Ma sono in molti a non volere che tutto si risolva senza spargimento di sangue.

Diretto da un maestro dell’action moderno, è un robusto poliziesco d’azione con qualche difetto e molti pregi. I luoghi comuni del genere ci sono tutti, ma la perfetta sceneggiatura di James Demonaco e Kevin Fox garantisce un ritmo infallibile e un realismo ammirevole. Gli sviluppi della trama sono assolutamente verosimili, e la suspense che permea più di due ore di film è ammirevole per costruzione e senso dell’attesa. Tanto che, ad un certo punto, lo spettatore inizia a dubitare anche della buona fede del protagonista. Forse è un po’ macchinoso in alcuni punti, ma rimane un film godibilissimo che parla di amicizia virile – tra sconosciuti – e moralità intesa come “senso della giustizia”. E se da un lato lo squarcio sociologico sul potere e la corruzione non è nuovo, dall’altro la figura del negoziatore non si era mai vista così dettagliatamente: qui ne conosciamo procedure, carattere, modi di fare. Imprescindibili dal risultato le prove attoriali di un Samuel L. Jackson bravissimo e di un Kevin Spacey che, pur entrando in scena dopo 45’, rischia spesso di rubargli la scena. Costruito sul binomio interno/ esterno, è un film notturno che può contare su una brillante fotografia (Russell Carpenter Ann) e intelligenti scelte scenografiche (Holger Gross Dreville). Un ottimo film, che non annoia nemmeno dopo ripetute visioni. Dedicato alla memoria del caratterista J. T. Walsh, scomparso prematuramente poco dopo la fine delle riprese, viene trasmesso con una certa frequenza dalla Rai. Fortunatamente.

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