Fantasmi da Marte

(Ghosts of Mars)

Regia di John Carpenter

con Natasha Henstridge (Tenente Melanie Ballard), Ice Cube (James “Desolazione” Williams), Jason Statham (Sergente Jericho Butler), Clea DuVall (Bashira Kincaid), Pam Grier (Comandante Helena Braddock), Joanna Cassidy (Dottoressa Arlene Whitlock), Richard Cetrone (Big Daddy Mars), Rosemary Forsyth (Inquisitore), Liam Waite (Michael Descanso), Robert Carradine (Rodale).

PAESE: USA 2001
GENERE: Fantascienza
DURATA: 98′

Marte, anno 2176. Il pianeta rosso è divenuto una colonia terrestre gestita da una società matriarcale. Il tenente Ballard e la sua squadra sono incaricati di andare in un villaggio a prelevare il pericoloso detenuto Desolazione Williams. Giunti sul posto, non trovano umani ma incappano in molto sangue. Cos’è successo?

Il diciassettesimo film di Carpenter, ideato e scritto con Larry Sulkis, è uno “space- western con fantasmi” che traduce sul pianeta rosso gli elementi tipici della frontiera: un’operazione aiutata dalla somiglianza visiva tra i due scenari, meno ideologicamente distanti di quanto possa sembrare. Certo, quasi tutto è già visto e, per giunta, il film ha molti punti di contatto con i carpenteriani Distretto 13 (il tema dell’assedio) e Fuga da New York (la figura del protagonista), ma il regista ci mette una sana dose d’ironia, un brillante senso del ritmo – rispettate, come sempre, le tre unità aristoteliche del racconto – e una regia intelligente e originale senza guizzi ma ben orchestrata. Carpenter è l’abile artigiano di sempre, e questo va suo merito: è indubbiamente uno dei pochi a credere ancora nel cinema non solo come immagine, ma anche come “immaginario”. Il bassissimo budget non evita qualche scivolone, ma ci si diverte ancora parecchio. Un Carpenter minore, certo, ma un film di Carpenter al cento per cento. Desolazione Williams – il rapper Ice Cube – non ha un grammo del fascino di Jena Plissken (Kurt Russell), ma è in assoluto uno dei “personaggissimi” del cinema del regista. Che, ancora una volta, sa di girare un fumetto e non compie l’errore di prendersi troppo sul serio. La battuta finale, rozza al punto giusto, è già un cult per appassionati. Non originalissimo, ma divertente, fracassone, simpatico.

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4 risposte a Fantasmi da Marte

  1. krocodylus1991 ha detto:

    Giustissimo, ma la colpa delle musiche non è soltanto del povero Carpenter: buona parte della colonna sonora è stata composta appositamente dagli Antrax…poi chiaramente il metal tamarro se lo è scelto lui, diciamo che non ne è l’autore!

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