La famiglia Addams

(The Addams Family)

Regia di Barry Sonnenfeld

con Anjelica Huston (Morticia Addams), Raul Julia (Gomez Addams), Christopher Lloyd (Zio Fester/ Gordon Craven), Elizabeth Wilson (Abigail Craven), Christina Ricci (Mercoledì Addams), Judith Malina (Nonna), Dan Hedaya (Tully Alford), Carel Struycken (Lurch), Jimmy Workman (Pugsley Addams), Paul Benedict (Giudice Womack), John Franklin (Cugino Itt).

PAESE: USA 1991
GENERE: Grottesco
DURATA: 97′

La stravagante famiglia Addams – che vive in un maniero costruito in mezzo a un cimitero e adora tutto ciò che è sgradevole e macabro – ritrova lo zio misteriosamente scomparso 25 anni prima. Ma nessuno si accorge che si tratta di un impostore che mira, con l’aiuto della perfida madre, ad impadronirsi del favoloso tesoro familiare…

Primo vero film tratto dalle strisce a fumetti di Charles Addams pubblicate negli anni ’30, che già avevano portato ad una serie televisiva nella stagione 1964- 66. Il direttore della fotografia Sonnenfeld, all’esordio dietro la macchina da presa, le ripesca e le rende attuali rispetto all’America di oggi. Il messaggio che ne traspare è piuttosto chiaro: la stramba famiglia Addams, che si diletta in tutto ciò che è macabro, appare molto più “normale” e affiatata della famiglia media americana. Come dire: mai giudicare le persone dalle apparenze. Il regista è bravo a reinventare i personaggi dandogli il fascino squisitamente dark che meritano e che la serie tv garantiva solo in parte; ma è abile anche nell’orchestrazione della commedia, nonostante il tono grottesco sia più suggerito che accentuato. Poco cinico e trasgressivo soltanto in superficie, vanta comunque alcuni passi riusciti (le torture che Mercoledì infligge al fratello, la recita scolastica, il ballo finale) che non si scordano e vanno a rimpolpare l’immaginario dei freaks hollywoodiani. La regia non è sempre all’altezza e la sceneggiatura spesso si perde nella banalità, ma il film funziona grazie alle scenografie gotiche e barocche (che molto devono a Tim Burton) e, soprattutto, ad una serie di ottime interpretazioni e bei personaggi: dai Gomez e Morticia di Julia e Houston ai Mercoledì e Pugsley di Ricci e Workman, passando per lo zio Fester di Lloyd e arrivando alla nonna di Judith Malina, creatrice del Living Theatre. La mano che interpreta Mano è di Christopher Hart. Simpatico, spassoso, ma mai davvero cattivo. Un seguito, nel 1994.

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