La calda notte dell’ispettore Tibbs

(In the Heat of the Night)

Regia di Norman Jewison

con Sidney Poitier (Virgil Tibbs), Rod Steiger (Bill Gillespie), Warren Oates (Sam Wood), Lee Grant (Leslie Colbert), Larry Gates (Eric Endicott), James Patterson (Purdy), Quentin Dean (Delores), Anthony James (Ralph Henshaw), Beah Richards (Mama Caleba), William Schallert (Sindaco Schubert), Peter Whitney (George Courtney).

PAESE: USA 1967
GENERE: Poliziesco
DURATA: 109′

Il detective di colore Tibbs, della squadra omicidi di Philadelphia, è costretto dai suoi superiori a restare nella cittadina di Sparta, Mississippi, per aiutare lo sceriffo locale a risolvere un caso di omicidio. Ma non sarà facile per il poliziotto convivere col razzismo dei cittadini, nonostante egli sia lì per aiutarli…

Settimo film di Norman Jewison, scritto da Stirling Silliphant che adattò il romanzo omonimo di John Ball. Più che per il messaggio anti- razzista – per la verità un po’ datato e un po’ troppo politicamente corretto, anche se sincero – conta per l’abile costruzione della suspense, per la creazione di atmosfere notturne allucinate e quasi oniriche (spettacolare, a questo proposito, la fotografia contrastata di Haskell Wexler, in grado di trasmettere con le immagini la calura e l’oppressione della provincia desolata del sud), per le pennate di acuta ironia e per una sceneggiatura impeccabile. I neri di Sparta sono rappresentati un po’ come poveretti che accettano mesti il loro status, mentre sono i bianchi cattivi che prendono coscienza e si redimono, ma l’intento resta comunque onorevole, addirittura coraggioso per l’epoca (basti pensare che Martin Luther King fu ucciso l’anno seguente all’uscita del film). Un buon film, che rimane tutt’oggi un ottimo documento su una fase buia della storia americana, ancor più terribile se si pensa che non è poi così lontana. L’introduzione – in cui l’ufficio dello Sceriffo scopre che il nero arrestato e deriso è un pezzo grosso della polizia – è da antologia, ma praticamente tutti i duetti tra Steiger e Poitier sono straordinari. La scena finale, in cui il primo porta la valigia al secondo, non si scorda così facilmente. Il film vinse cinque oscar – miglior film, sceneggiatura non originale, montaggio (al futuro regista Hal Ashby), sonoro e attore protagonista (Steiger) –, forse un po’ troppi, e nemmeno così corretti: Steiger meritò certo la statuetta, ma che dire del fatto che il nero Poitier non ottenne nemmeno una nomination? Non è forse lui il vero attore protagonista (o almeno coprotagonista)?

L’attore James Patterson non è, come suggerisce erroneamente Wikipedia, il celebre scrittore di gialli, bensì un semplice omonimo. Il film ebbe due seguiti: Omicidio al neon per l’ispettore Tibbs (1970) e L’organizzazione sfida l’ispettore Tibbs (1971).

Educativo e intelligente, è un film che va visto.

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