Chiedimi se sono felice

Regia di Massimo Venier, Aldo, Giovanni e Giacomo

con Aldo Baglio (Aldo), Giovanni Storti (Giovanni), Giacomo Poretti (Giacomo), Marina Massironi (Marina), Silvana Fallisi (Silvana), Paola Cortellesi (Dalia), Daniela Cristofori (Daniela), Antonio Catania (Antonio), Augusto Zucchi (proprietario dei grandi magazzini), Giuseppe Battiston (il ladro), Saturno Brioschi (agente Brioschi), Rodolfo Rezzoli (agente Rezzoli).

PAESE: Italia 2000
GENERE: Commedia
DURATA: 97’

Giacomo avvisa Giovanni che Aldo, tornato in Sicilia, sta morendo. Perché il secondo odia il primo? Perché Marina, la donna che va con loro, getta un alone di imbarazzo tra i due? Il viaggio in treno verso la punta dello stivale si rivelerà occasione per ripercorrere la storia dei quattro personaggi, che anni prima sognavano di mettere in scena una riduzione teatrale del Cyrano de Bergerac.

Terzo film di Aldo, Giovanni e Giacomo (sempre coadiuvati dal “vero” regista Massimo Venier), dopo gli exploit di Tre uomini e una gamba e Così è la vita. La formula è sempre la stessa: un umorismo basato sul contrasto tra la comicità sotto le righe tipica del nord (incarnata da Giovanni e Giacomo) e quella, decisamente più esuberante, del sud (incarnato da Aldo). La struttura è ancora quella del film on the road, ma stavolta l’ausilio di flashback ben strutturati rifugge dalla piattezza di scrittura dei precedenti. È il loro film meno televisivo e più cinematografico: la storia non è un pretesto per cucire gli sketch, bensì sono le gag ad essere subalterne alla trama, che questa volta è originale, credibile, compatta, e nel finale riserva pure una riflessione meta cinematografica non banale sulla forza poetica del racconto. Accantonati gli affreschi surreali e le cadute di gusto demenziali, il film è molto divertente, ma riesce anche ad emozionare e – perché no – a commuovere. È, in fin dei conti, un film su un’amicizia destinata a finire “ricostruita” con l’ausilio dell’arte. Guariti dall’ansia di mettere dentro tutto ciò che gli veniva in mente, i tre saltimbanchi dimostrano di aver imparato a rispettare i propri tempi comici e di aver preso maggiore dimestichezza con la macchina da presa. Felice la scelta di utilizzare le canzoni di Samuele Bersani in colonna sonora. Camei di Max Pisu, Arturo Brachetti, Ficarra e Picone. Almeno tre le scene da antologia: i provini in cui i tre scemotti fanno “scappare” le aspiranti attrici; la partita a calcio coi poliziotti, che termina con atto vandalico involontario ad una statua romana; i tentativi di Aldo di spiegare a Giacomo come trattare una donna seguendo il testo dell’improponibile Teorema di Marco Ferradini: “fuori dal letto? Nessuno è perfetto!”. L’attrice che interpreta la fidanzata di Aldo è sua moglie nella vita. Tra i primi dieci incassi italiani di tutti i tempi, è un film fresco, frizzante, esilarante. Da non perdere.

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