Up

(Up)

Regia di Pete Docter, Bob Peterson

PAESE: USA 2009
GENERE: Animazione
DURATA: 96’

Carl Fredricksen è un bambino che sogna di arrivare in Sud America per raggiungere le cascate Paradiso, luogo leggendario esplorato dal suo idolo, l’avventuriero Charles Muntz. Conosce una bambina con lo stesso sogno, la sposa, vive con lei una vita e, quando stanno per partire, lei muore. Giunto a 78 anni, Carl pensa che la vita non abbia più nulla da offrirgli. Quando però una multinazionale del cemento gli intima di abbandonare la sua casetta per lasciare il posto a un palazzo, lui lega al tetto una moltitudine di palloncini e vola via con tutta la magione verso Sud. Con lui, un simpatico e cicciottello boyscout con una gran sete d’avventure…

Il regista di Monsters & co. e quello di Toy Story si incontrano, sotto l’ala protettrice della Pixar, e sfornano un piccolo capolavoro di animazione digitale che è anche uno dei cartoni animati più interessanti di tutti i tempi. Tutto funziona in questo splendido film, premiato con l’Oscar per il miglior cartoon: i personaggi (l’anziano Carl, il boyscout Russell, il cane parlante Dug, il cattivo esploratore Muntz) sono belli ed originali, i disegni sono stupendi (Carl è ispirato, per fattezze e modi burberi, allo Spencer Tracy di Indovina chi viene a cena), la sceneggiatura è perfetta e il messaggio è fresco e non banale. L’introduzione muta, in cui viene riassunta la vita di Carl dai cinque ai settant’anni, è di una perfezione rara, capace di emozionare e commuovere col solo potere delle immagini come non succedeva da tanto tempo nemmeno nei film d’animazione (che sull’immagine dovrebbero basare tutto). E la scena in cui Carl, per far volare la casa, butta fuori tutto ciò che è superfluo – televisione, poltrona, elettrodomestici – è uno dei momenti più intelligenti e suggestivi di tutto il cinema della Disney. Tripudio di colori e di scenari deliziosi, il film è imbastito soprattutto sullo spassoso rapporto tra Carl e il mitico bambino Russell, un rapporto che trasmette una serie interminabile di risate contagiose. Il finale, non proprio lieto, dimostra che la Disney ha saputo rinnovarsi e stare al passo coi tempi: a tal punto da ribaltare coraggiosamente gli stereotipi “classici” della propria opera e aspirare ad un realismo esistenziale che gli mancava da anni. Nella versione italiana le voci sono di Giancarlo Giannini (Carl), Arturo Valli (Russell), Arnoldo Foà (Muntz) e Neri Marcorè (Dug). Un film da non perdere, che piacerà certamente anche agli adulti. Il cortometraggio allegato al film – che per tradizione non manca mai – si intitola Parzialmente nuvoloso (Partly Cloudy, di Peter Sohn, durata: 5’ e 45’’) e vale almeno quanto il lungometraggio, se non di più: straordinario. Primo film d’animazione ad aprire il festival di Cannes (uscito in un 3D mai invasivo), è un film per sognatori assolutamente strepitoso.

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2 risposte a Up

  1. cinefobie ha detto:

    Hai, ragione, è un film davvero bello. Uno dei migliori degli ultimi anni.

  2. nehovistecose ha detto:

    Ti ringrazio!quello che colpisce è che parli di così tante cose in modo non banale!

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