Confessioni di una mente pericolosa

(Confessions of a Dangerous Mind)

Regia di George Clooney

con Sam Rockwell (Chuck Barris), Drew Barrymore (Penny), George Clooney (Jim Byrd), Julia Roberts (Patricia), Rutger Hauer (Keeler), Maggie Gyllenhaal (Debbie), Robert John Burke (istruttore Jenks), Kristen Wilson (Loretta), Michael Cera (Chuck Barris bambino), Rachelle Lefèvre (Tuvia).

PAESE: USA 2002
GENERE: Commedia
DURATA: 113’

Chuck Barris, autore e presentatore dell’ABC, famoso negli anni ’60 per programmi spazzatura di enorme successo come Il gioco delle coppie, Tra moglie e marito e La corrida. Allo stesso tempo, divenne un freddo assassino della CIA che uccise più di trenta persone in giro per il mondo…

Per il suo debutto alla regia, il divo Clooney sceglie di raccontare la storia di uno dei personaggi più discutibili e ambigui del panorama televisivo americano. Dopo aver cavalcato lo show businnes per una ventina d’anni, nel 1984 Barris scrisse Confessioni di una mente pericolosa, una “autobiografia non autorizzata” (!) in cui raccontava di come, negli anni della Guerra Fredda, avesse ammazzato previo pagamento una serie di personaggi che l’intelligence considerava “cattivi”. Tentativo di rinascita di una star all’apice del proprio declino o sconcertante verità? A Clooney (e allo sceneggiatore Charlie Kaufman) la risposta non interessa. Non indaga sulla veridicità delle sue dichiarazioni: prendendole per buone,  traccia la metafora di una società americana ambivalente (o ambigua?) che da un lato reprime eccesso e trasgressioni sotto un velo di perbenismo (all’inizio, il programma di Barris non viene mandato in onda perché troppo volgare), dall’altro utilizza la violenza per risolvere qualsiasi “questione internazionale”. I due “mestieri” di Barris, negli USA della Guerra Fredda, vanno a braccetto perché uno completa l’altro: risolve i problemi in modi occulti e poi imbonisce il pubblico perché non si ponga domande. Eccezion fatta per una certa meccanicità nella parte finale e per alcune scelte narrative non troppo originali, la regia di Clooney si dimostra attenta e curata. Alcune brillanti trovate visive – i montaggi “a distanza” interni ad una singola inquadratura,  i luoghi degli omicidi di Barris trasformati in set televisivi – evidenziano un talento visivo particolare che va sicuramente coltivato. Ottimo cast, eccezion fatta per una Roberts che non convince nei panni di una spietata dark lady. Divertenti camei di Brad Pitt e Matt Damon come concorrenti de Il gioco delle coppie e un in-jokes intelligente nella scena dell’addestramento dei “servitori occulti” della CIA: Barris, terminato il corso, saluta due amici chiamandoli Lee (Harvey Osvald) e Jack (Ruby). Un esordio promettente, un film da vedere.

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