Alan Smithee, il regista inesistente.

Ci sono più di 25 film attribuiti al regista statunitense. Che non è mai esistito.

Nel 1968 esce Ultima notte a Cottonwood (“Death of a Gunfighter”), un western che non lasciò il segno ma che viene ricordato tutt’oggi per aver dato i natali ad Alan Smithee (Allen Smithee in questo caso). Ma perché di questo regista non esistono fotografie né biografie attendibili? Che sia subito finito nel dimenticatoio? Eppure, a ben guardare su siti come IMDB o Wikipedia, la sua filmografia è piuttosto vasta. La ragione di questo mistero si trova proprio in quel western del 1968. Il protagonista Richard Widmark, che aveva ben più di una semplice libertà di parola all’interno delle gerarchie produttive, litigò col regista Robert Totten e lo fece cacciare. Al suo posto arrivo il maturo Don Siegel, che accettò di portare a termine il film. Ma, una volta terminate le riprese, ne Totten ne Siegel vollero accollarsi la paternità di un film non loro: il primo per rancore, il secondo per rispetto verso l’altro. I produttori scelsero allora un nome inventato, Allen Smithee: egli apparve sulle locandine, nelle pubblicità, nel film. Da quel momento lo pseudonimo (che passò anche alle varianti Al Smithee, Alan Smithee, Allen Smithee, Alan Smithe) iniziò ad essere utilizzato da registi in contrasto con le produzioni che preferivano non firmare col proprio nome le pellicole. Da quel momento, ogni qualvolta un regista rifiutava di firmare una pellicola, questa veniva regolarmente attribuita a Smithee: da City in Fear con Burt Reynolds (Jud Taylor, 1980) a Dune (David Lynch, 1981), da Ore Disperate (Dennis Hopper, 1990) a Hellraiser: La stirpe maledetta (Kevin Yagher, 1996). Nel 1997 uscì il film Hollywood Brucia, una satira sul mondo del cinema in cui il protagonista era lo sfortunato regista Smithee. Ma, ironia della sorte (e del cinema), il regista Arthur Hiller litigò con la produzione, che fu costretta ad attribuire il film proprio ad Alan Smithee. Quando la realtà supera la fantasia. O meglio, quando cade definitivamente il muro che le separa.

 

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