Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street

(Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street)Sweeney-Todd-poster-sweeney-todd-460606_694_1024

Regia di Tim Burton

con Johnny Depp (Benjamin Barker/ Sweeney Todd), Helena Bonham Carter (Mrs. Nellie Lovett), Alan Rickman (Giudice Turpin), Timothy Spall (Messo Bramford), Sacha Baron Cohen (Adolfo Pirelli), Laura Michelle Kelly (Lucy Barker), Jamie Campbell Bower (Anthony Hope), Jayne Wisener (Johanna Barker), Ed Sanders (Tobias Ragg), Philip Philmar (Jonas Fogg).

PAESE: USA 2007
GENERE: Musicale
DURATA: 116’

Nella corrotta ed oscura Londra di inizio ‘800 approda il barbiere Sweeney Todd in cerca di vendetta. In realtà il suo vero nome è Benjamin Barker, e quindici anni prima il bieco giudice Turpin lo aveva fatto rinchiudere per poterne violare la moglie e crescere la figlia. Riaperta la bottega di barbiere in attesa che ci si presenti il giudice, inizia a tagliare la gola a tutti i clienti spedendo i corpi al piano di sotto, nel retro del negozio della signora Lovett che trasforma i cadaveri in buonissimi pasticci di carne…

Depp e Bonham CarterLa stragrande maggioranza degli storici pensa che si tratti di una leggenda, altri – come i curatori delle enciclopedie Newton e Haining – sostengono che ci sono elementi a sufficienza per affermare che il barbiere killer Sweeney Todd (cui sono stati attribuiti circa 160 omicidi) sia realmente esistito. Vissuto o meno, il personaggio apparve in numerosi scritti anonimi del XIX secolo e, nel 1979, venne trasformato in un musical per il teatro da Stephen Sondheim e Hugh Wheeler, che aggiunsero il tema della vendetta. Basandosi sul libretto originale – sforbiciato perché lo spettacolo durava tre ore – Burton e lo sceneggiatore John Logan lo portano al cinema con un film non riuscito. I suoi difetti non sono , come molti hanno sostenuto, difetti tematici. Burton non rinuncia alla sua poetica, bensì ne mostra lo Yin. I reietti e i mostri, da sempre visti con pietà e simpatia, approdano al loro lato oscuro: il tema latente del film è la cecità, portata dalla vendetta. Todd, che uccide per vendicarsi di chi gli ha portato via moglie e figlia, alla fine ritrova entrambe le sue donne ma non le riconosce perché accecato dalla rabbia; per tutto il film si auto commisera, fa letteralmente la vittima, e quando gli basterebbe mettere da parte il suo odio per ritrovare ciò che per quindici anni ha rimpianto e cercato, se lo lascia sfuggire di nuovo. E’ il film più pessimista di Burton, come dimostra anche il finale: il giovane Toby, orfanello dickensiano che in qualsiasi altro film del regista sarebbe stato portatore di speranza, cade nella spirale della vendetta e si sporca le mani di sangue. Non mancano nemmeno alcune frecciate satiriche azzeccate, come ad esempio i continui richiami alla “cannibalizzazione sociale” (i ricchi mangiano i loro simili senza saperlo) o al potere malato dell’istituzione (il giudice Turpin condanna a morte un ragazzino).

Depp e RickmanI difetti più grandi del film non sono dunque “ideologici”, bensì strutturali: gli attori – che cantano tutti con la propria voce – sono bravi, ma le canzoni sono troppe e troppo invadenti; la regia non tiene conto del maggior realismo imposto dal mezzo cinema rispetto al teatro (che di certo è più allusivo), e il risultato sono una moltitudine di fastidiose e macabre sequenze splatter in stile Kill Bill che fanno storcere il naso anche agli adulti (non basta rendere il sangue più arancione per dargli un tocco surreale); la caratterizzazione di Depp riecheggia ancora una volta – e basta! – Edward Mani di Forbice, mentre le scelte visive di Burton (a partire da una Londra oscura ed espressionista, fetida e corrotta) sono decisamente manieriste (eccezion fatta per il “sogno” sulla spiaggia); la sceneggiatura non riesce a dare spessore tragico ai personaggi, ed è grave per una storia che sul tragico fonda tutto il suo fascino. Resta un film assolutamente sconsigliato ai bambini e di difficile comprensione per gli adulti, poco coinvolgente, scarsamente emozionante. Scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Insieme a Ed Wood (1994), è l’unico film di Burton senza le musiche di Danny Elfman. Non mancano invece i soliti Chris Lebenzon (montaggio), Dariusz Wolski (fotografia) e Colleen Atwood (costumi). È il film di Burton più nero, anche nei temi (vi fa addirittura capolino l’incesto), più pessimista, meno divertente, meno colorato, meno riuscito.

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7 risposte a Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street

  1. Frank ha detto:

    Film che adoro ed è strano, perchè io non sopporot i musical… ovviamente sono molto meno severo di te 🙂

  2. cinefobie ha detto:

    Quando lo vidi mi piacque abbastanza, però ammetto che dovrei rivederlo con più consapevolezza.

  3. cinefobie ha detto:

    Ah, ovviamente complimenti per la recensione, sempre puntuale e in grado di offire spunti interessanti.
    Concordo anche su quanto affermi in merito alla caratterizzazione di Depp.

    • nehovistecose ha detto:

      Ti ringrazio molto! per quanto riguarda il buon Johnny devo dire che lo trovo un pò troppo prigioniero di sè stesso…eccezion fatta per la – secondo me – straordinaria interpretazione di John Dillinger in Nemico Pubblico, negli ultimi anni ha sempre basato le sue interpretazioni su soli due stili: alla Jack Sparrow e alla Edward Scissorhands…Sempre bravo, per carità, ma secondo me dopo un pò stanca, anche perchè chi guarda non vede un personaggio, vede sempre e comunque Johnny Depp!

      Grazie per il commento 🙂

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