La guerra dei mondi

(War of the Worlds)Locandina

Regia di Steven Spielberg

con Tom Cruise (Ray Ferrier), Dakota Fanning (Rachel Ferrier), Justin Chatwin (Robbie Ferrier), Miranda Otto (Mary Ann Ferrier), Tim Robbins (Harlan Ogilvy), Rick Gonzalez (Vincent), Yul Vasquez (Julio), Peter Gerety (Sal), Lisa Ann Walter (barista), David Alan Basche (Tim), Lenny Venito (Manny il meccanico), Ann Robinson (nonna), Gene Barry (nonno).

PAESE: USA 2005
GENERE: Fantascienza
DURATA: 112’

Giganteschi alieni robotici invadono il mondo con l’intenzione di conquistarlo, previo sterminio dell’intera razza umana. In un piccolo borgo del New Jersey l’operaio divorziato Ray fugge coi figli in cerca di un posto sicuro. Ma lo sterminio totale non verrà portato a termine: gli alienoni verranno a loro volta cancellati dai microbi terrestri…

Secondo adattamento filmico del celeberrimo romanzo di H. G. Wells (1897) dopo quello del 1953. Spielberg, che affida la sceneggiatura all’esperto David Koepp (con Josh Friedman), ribalta la sua poetica fatta di alieni buoni, simpatici e gentili e inscena la più classica delle apocalissi con terrestri da una parte e alieni invasori dall’altra. La prima ora è quella che funziona meglio: fa paura, è carica di suspense, e le evocative immagini di un’America spaventata e timorosa, fatta di profughi in fuga, fa pensare che il regista di E.T. voglia rielaborare le suggestioni politiche del romanzo per renderle attuali. Poi però il film va a rotoli: la tensione, come già accadeva ne Lo squalo, si allenta quando i mostri appaiono nella loro interezza, gli effetti speciali e l’azione furibonda prendono il sopravvento sulla storia, il messaggio pessimista del romanzo lascia il posto ad un retorico e fastidioso elogio alla madre patria e ai valori americani. E che dire del personaggio di Ogilvy, un “debole” che Ray uccide perché rischia di farli scoprire? Qualcuno ha parlato di “gesto supremo di un padre per salvare la figlia”, ma il fatto che l’assassinio sia ipocritamente tenuto nascosto alla figlioletta rivela un sottotesto ideologico inquietante. Certo non mancano sequenze azzeccate, come quella in cui Ray e la figlia vedono i cadaveri passare nel fiume, ma troppo spesso il film annega nel ridicolo involontario (il figlio Robbie che fieramente combatte a fianco dell’esercito è puro trash). E i virtuosismi della messa in scena – si pensi ai mirabolanti piani sequenza che compongono molte sequenze d’azione – risultano fini a se stessi e troppo “digital-dipendenti”. Molti registi hanno raccontato le paure dell’America post 11 settembre inscenando l’apocalisse: Romero ne La terra dei morti viventi, Nolan ne Il cavaliere oscuro, Emmerich ne L’alba del giorno dopo; Spielberg c’ha provato con La guerra dei mondi, ma il risultato è negativo, sporcato da un’ideologia deprecabile e tremendamente superficiale. Cruise imbalsamato: i migliori sono Robbins e la piccola Fanning. Nella scena finale appaiono, nel ruolo dei nonni dei ragazzi, Gene Barry e Ann Robinson, protagonisti del primo film. Effetti speciali della Industrial Light and Magic di Lucas, musiche di John Williams, fotografia di Janusz Kaminski. La voce del narratore, in lingua originale, è di Morgan Freeman. Costato 130 milioni, ne ha racimolati 600 nel mondo.

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