Hollywoodland

(Hollywoodland)Locandina originale

Regia di Allen Coulter

con Adrien Brody (Louis Simo), Ben Affleck (George Reeves), Diane Lane (Toni Mannix), Bob Hoskins (Eddie Mannix), Robin Tunney (Leonore Lemmon), Kathleen Robertson (Carol Van Ronkel), Lois Smith (Helen Bessolo), Philip MacKenzie (Bill Bliss), Larry Cedar (Chester Sinclair), Jeffrey DeMunn (Art Weissman), Molly Parker (Laurie Simo), Zach Mills (Evan Simo).

PAESE: USA 2006
GENERE: Noir
DURATA: 126’

Il 16 giugno 1959 un colpo di pistola mette fine alla vita di George Reeves, divenuto assai popolare negli anni ’50 per aver interpretato Superman in tv (i titoli di giornale scrissero che era morto Superman) e poi scivolato nell’oblio proprio a causa del suo ruolo più celebre. Lo scalcinato investigatore privato Louis Simo, assunto dalla madre di Reeves, non crede all’ipotesi ufficiale del suicidio e indaga sugli ambienti hollywoodiani in cui l’attore visse e lavorò…

Scritto da Paul Bernbaum e diretto da un apprezzato regista televisivo (Millenium, Sex and the city, I Soprano), è un noir d’atmosfera che aspira all’affresco d’epoca e mescola abilmente realtà e finzione, fatti documentati e parentesi romanzate. Sul versante della critica al sistema hollywoodiano è solo parzialmente riuscito: certo, le riflessioni sul ridimensionamento dei sogni dovuto al passaggio tra grande e piccolo schermo e quelle sul ruolo dell’attore imprigionato in un ruolo, pur già sentite in tutte le salse, sono esposte con cura e riescono a suscitare interesse, ma la rappresentazione del mondo cinematografico sul finire degli anni ’60 è un po’ troppo di maniera (produttori arroganti e cattivi, attricette frivole e stupidotte), e non sempre le implicazioni socio-culturali della settima arte sono trattate con profondità. Si fa apprezzare, invece, sul versante dell’indagine (ben imbastiti i flashback, azzeccata la scelta – dovuta ma non scontata – di concludere con tre ipotesi possibili)  e su quello della maturazione salvifica del protagonista Simo. Nulla di nuovo, ma ben confezionato e ben raccontato. Almeno due sequenze particolarmente riuscite: la proiezione privata di Da qui all’eternità (in cui Affleck, grazie agli effetti speciali, compare nel film di fianco a Burt Lancaster al posto del vero George) e lo spettacolo che Reeves tiene per i bambini.  Tra un Brody sotto le righe e un Affleck fanfarone e malinconico vince il secondo, meglio calato nel ruolo e bravissimo nel dare spessore ad un personaggio più intelligente e combattuto di quanto dava a vedere. Musiche di Marcelo Zarvos, fotografia di Jonathan Freeman.

Voto

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