Chernobyl Diaries – La mutazione

(Chernobyl Diaries)Locandina

Regia di Bradley Parker

con Devin Kelley (Amanda), Jonathan Sadowski (Paul), Jesse McCartney (Chris), Ingrid Bolsø Berdal (Zoe), Dimitri Diatchenko (Yuri), Olivia Dudley (Natalie), Nathan Phillips (Michael), Milos Timotijevic (Guardia del check point), Ivana Milutinovich (bambina).

PAESE: USA 2012
GENERE: Horror
DURATA: 86’

Sbarbatelli americani in vacanza in Europa si lasciano convincere dal fratello di uno di loro ad andare a visitare Pripjat’, cittadina fantasma nei pressi della centrale nucleare di Černobyl’. Ma se davvero sono soli, come dice la loro guida Yuri, chi è che ha messo fuori uso il furgone costringendoli a passare la notte in quel luogo desolato e dimenticato dal mondo?

Scritto dal prolifico Oren Peli (Paranormal Activity) partendo da un suo romanzo, è il primo film di fiction ambientato a Pripjat’, la città più colpita dal disastro nucleare del 1986 perché distante dal reattore 4 appena 3km (la cittadina di Černobyl’, “alimentata” dalla centrale, in realtà si trova a 18). Qualcuno ha storto il naso sull’etica dell’operazione – è giusto girare un horror su un evento tragico che ha avuto luogo meno di trent’anni fa? – ma è indubbio che l’ambientazione sia estremamente suggestiva (la città è stata fedelmente ricostruita in Polonia) e che il film non sia affatto irrispettoso verso le vittime del disastro. A livello visivo, che lo si voglia o meno, Pripjat’ resta uno dei luoghi più sconvolgenti e fascinosi del pianeta perché è l’unico scenario post apocalittico esistente al di fuori della finzione. Forse è proprio questo che lo rende terrificante, ben peggiore di qualsiasi visione cinematografica. Peli e il regista Parker lo hanno capito e, nonostante qualche caduta di gusto modaiola e convenzionale (dialoghi da soap opera, attori mediocri, cinepresa in mano che si muove a schiaffo, montaggio convulso), il loro film è tutt’altro che banale, e riesce perfettamente nell’intento che si propone: fare paura. Gli spaventi sono ben congegnati e inaspettati, la sceneggiatura non sempre verosimile ma ben scritta, la scelta di creare la paura senza effettacci splatter e senza mai mostrare i “cattivi” è lodevole. Ringraziando il cielo, Parker ha in mente Carpenter, non Nispel o Rob Zombie. La prima parte, comunque, è superiore alla seconda. Da Kiev partono davvero tour guidati verso la città di Pripjat’, con le uniche varianti che è assolutamente vietato entrare negli edifici e nei mezzi di trasporto (sono ancora “imbevuti” di radiazioni) e che il parco giochi con la celeberrima ruota panoramica abbandonata è uno dei punti più radioattivi dell’intera città (e non un porto sicuro, come invece viene definito nel film). Tra gli attori il più bravo è Dimitri Diatchenko, americano di origini sovietiche, il peggiore è Jesse McCartney, cantantucolo adolescenziale con faccia da schiaffi.

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