Blood Diamond – Diamanti di sangue

(Blood Diamond)Locandina

Regia di Edward Zwick

con Leonardo DiCaprio (Danny Archer), Djimon Hounsou (Solomon Vandy), Jennifer Connelly (Maddy Bowen), Kagiso Kuypers (Dia Vandy), Arnold Vosloo (Colonnello Coetzee), Antony Coleman (Cordell Brown), Basil Walace (Benjamin Kapanay), Michael Sheen (Rupert Simmons).

PAESE: USA 2006
GENERE: Avventura
DURATA: 143’

Sierra Leone, 1999. Durante la spaventosa guerra civile voluta dal FUR (Fronte Unito Rivoluzionario), si intersecano le vicende di tre personaggi: Danny, bianco, cinico contrabbandiere di diamanti; Solomon, nero, deportato in una miniera di diamanti (che il FUR vende all’occidente per finanziarsi); Maddy, grintosa giornalista americana che vuol raccontare al mondo la verità. All’inizio ognuno usa gli altri due per perseguire il proprio obiettivo (il primo cerca l’affare, il secondo il figlio divenuto un baby soldato, la terza lo scoop), poi all’interesse personali si sostituiscono l’amicizia, l’amore, il “fare la cosa giusta”.

Scritto da Charles Leavitt e diretto da Zwick, solido mestierante, il film si basa su eventi reali e terribili che sconvolsero la Sierra Leone negli anni ’90. È la testimonianza – attendibile – di una guerra schifosa e spesso (allora come oggi) dimenticata, ma è anche e soprattutto un lucido atto d’accusa verso la società occidentale che sa e non fa niente, troppo indaffarata a contemplare i suoi diamanti per accorgersi che sono diamanti “di sangue”, estratti con la violenza ed intrisi di morte. Il fascino del film deriva proprio dal contrasto tra la miseria di chi estrae i diamanti e l’assoluta mancanza di coscienza di chi li compra e li indossa senza sentirsi minimamente colpevole. Certo, non rinuncia a nessuno degli stereotipi hollywoodiani (eccezion fatta per il finale), e talvolta inciampa in qualche vistosa inverosimiglianza narrativa, ma il binomio azione/ impegno funziona, e nonostante la lunga durata è difficile annoiarsi o sentirsi poco coinvolti. Il merito, oltre che della solidità registica di Zwick, è di un DiCaprio bravissimo nel portare in scena un antieroe ambiguo e disilluso, capace – nello struggente finale – di sacrificare tutto per fare almeno una cosa giusta. Ottimi anche Hounsou e la Connelly. Bella la fotografia desaturata ma ricca di contrasti di Eduardo Serra, azzeccate le musiche dell’esperto James Newton Howard. Nonostante  (o grazie a) i 100 milioni di dollari di budget della mega produzione Warner, Zwick ha avuto il coraggio di raccontare una verità scomoda, che non piace all’occidente e non piace a Hollywood, terra di sfarzo per eccellenza. Un film educativo, intelligente, da guardare a casa come a scuola.

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