Freaks

(Freaks)

Regia di Tod Browning

con Wallace Ford (Phroso), Leila Hyams (Venus), Olga Baclanova (Cleopatra), Roscoe Ates (Roscoe), Henry Victor (Hercules), Harry Earles (Hans), Daisy Earles (Frida), Rose Dione (Madame Tetrallini), Daisy e Violet Hilton (le gemelle siamesi), Prince Randian (il Lombrico Umano), Schlitze [Simon Metz] (se stesso), Josephine Joseph (mezzo uomo, mezza donna), Johnny Eck (mezzo ragazzo).

PAESE: USA 1932
GENERE: Drammatico
DURATA: 64’

In un circo di “freaks” (“mostri”) la trapezista “normale” Cleopatra finge di amare il nano Hans per potergli soffiare un’ingente eredità. Quando Hans, subito dopo il matrimonio, viene avvelenato, gli altri mostri attuano una tremenda vendetta…

Poster

Fortemente voluto da Irving Thalberg, prodotto e poi rinnegato dalla MGM ma divenuto negli anni un vero e proprio cult movie, Freaks è un film unico nella storia del cinema, ancora in grado di sorprendere per l’audacia realizzativa (i mostri del film sono tutti autentici) e, soprattutto, per la lungimiranza del suo messaggio (i mostri “buoni” contrapposti ai normali “cattivi” e mostruosi). Produttore e regista furono scaltri nell’idearlo – l’intento di scioccare lo spettatore è evidente – ma lo sguardo che Browning pone sui suoi freaks è uno sguardo tenero e rispettoso, dolce e partecipe, ben lontano da quel becero sensazionalismo spettacolare che contraddistinguerà molte pellicole venute dopo (si pensi al ripugnante Mondocane, del “nostro” Jacopetti). A questi “mostri”, scovati nei cabaret, nei circhi, nei burlesque, Browning restituisce la dignità di essere umani, e così facendo condanna senza riserve la cattiveria dei “normali”. Il finale, in cui i mostri attuano la loro terribile vendetta, è simbolo di un grande “coraggio ideologico” (tutto viene ribaltato) e, allo stesso tempo, perfettamente inscrivibile nello spirito di fondo del film: i mostri sono assolutamente umani e, come tali, sono in grado di macchiarsi di atroci azioni umane come la vendetta, la tortura, l’omicidio. Nel suo pessimismo senza speranze, Browning resta fedele a ciò che sostiene dal primo minuto: anche se in corpi diversi, apparteniamo tutti ad una stessa razza che si dimostra spesso invidiosa, cattiva, incline alla violenza. La grandezza di Freaks sta tutta qui, nel suo ambivalente (e non immediatamente comprensibile) messaggio, nella tenerezza con cui affronta la deformità fisica, nell’ironia con cui spinge in avanti il racconto (Cleopatra viene trasformata in una gallina starnazzante), nella sottile tensione erotica e sessuale che si respira velata per tutto il film. Film maledetto, fu boicottato da pubblico e critica e decretò la fine della carriera di Browning. Soltanto negli anni ’60 è stato rivalutato, e, finalmente, apprezzato in tutta la sua genialità.

Freaks

La scena in cui l’artista Prince Randian, privo di arti, si accende una sigaretta soltanto usando la bocca è entrata negli annali, così come la canzone Gobble Gobble, we accept her, one of us (ha addirittura ispirato una canzone dei Ramones). Secondo fonti non ufficiali il film originale venne tagliato di un terzo, ma nessuno ha mai trovato i presunti passi mancanti. Nella versione italiana in Dvd manca il finale in cui Hans e Frieda si ricongiungono, ma è una mancanza che accentua sia il valore fiabesco della storia (accentuato dalla “cornice” in cui l’imbonitore di un circo presenta la nuova Cleopatra) che la suspense. La sceneggiatura fu curata da Clarence Robbins (1888 – 1949), che si ispirò ad un suo racconto intitolato Spurs. Un capolavoro immortale, una parabola asciutta e commovente che stupisce, inquieta, diverte, emoziona. Un’altra prova del suo immenso valore? Ancora oggi vi sono parecchi registi – Tim Burton su tutti – che gli devono moltissimo. Da non perdere.

Voto

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