Furia selvaggia (Billy the Kid)

(The Left-Handed Gun)left_handed_gun_xlg

Regia di Arthur Penn

con Paul Newman (William Bonney), John Dehner (Pat Garrett), Lita Milan (Celsa), Martin Garralaga (Saval), James Congdon (Charlie Boudre), James Best (Tom Folliard), Hurd Hatfield (Moultrie), Colin Keith-Johnston (Tunstall), Nestor Paiva (Pete Maxwell), Denver Pyle (Ollinger), Ainslie Pryor (Joe Grant).

PAESE: USA 1958
GENERE: Western
DURATA: 102’

Deciso a vendicarsi dei quattro notabili che hanno ucciso il suo onesto padrone, il giovane e irrequieto William Bonney si trasforma nel famigerato Billy The Kid. Altri omicidi costelleranno il suo cammino, e solo l’ex amico Garrett, divenuto sceriffo, riuscirà a fermarlo…

Basato su un teleplay di Gore Vidal (interpretato dallo stesso Newman) adattato da Leslie Stevens, il primo film di Penn è un western anomalo, teso ed emozionante, in cui il ritratto del leggendario bandito diventa – in linea col cinema d’impronta sociale degli anni ’50, di cui Ray con Gioventù bruciata fu progenitore – un adolescente tormentato e su di giri, un personaggio alla James Dean che si muove sconsolato in un mondo che non è in grado di dargli punti di riferimento (l’unico, il mandriano Tunstall, viene ucciso) e che lo porta irrimediabilmente all’autodistruzione. Poco importa se i fatti sono romanzati (specialmente la figura di Garrett), quello che davvero conta per Penn – e che sarà sempre parte della sua opera – è restituire una storia di incomunicabilità e solitudine, richiamata anche visivamente dalla fisicità di un personaggio “che non sa dove mettere il proprio corpo, incapace di esprimere il proprio bisogno di comunicazione se non con esplosioni di inconsulta vitalità quasi infantile” (Coursodon- Tavernier). Conta per i primi semi di una rilettura che esploderà a breve (si veda la figura del giornalista-scrittore, che tradisce Kid quando questi si rivela un ragazzino tormentato e non un eroe come nelle sue storie), per il coraggio di affrontare questioni fino ad allora considerate tabù (come il complesso edipico di Kid nei confronti di Celsa, moglie del padre putativo Saval), per una regia originale e moderna che contribuirà alla svolta dei western di Peckinpah. Ammirabili la fotografia di J. Peverell Marley e l’interpretazione, giustamente eccessiva, di Newman. Il titolo originale si riferisce ad una credenza errata secondo cui Billy fosse mancino: in realtà si scoprì che l’unica foto disponibile del bandito era stata stampata al contrario.

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