Contagious – Epidemia Mortale

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Regia di Henry Hobson

con Arnold Schwarzenegger (Wade Vogel), Abigail Breslin (Maggie Vogel), Joely Richardson (Caroline Vogel), Aiden Flowers (Bobby Vogel), Carsen Flowers (Molly Vogel), Douglas M. Griffin (Ray), Laura Cayouette (Linda), Jodie Moore (dottor Kaplan), J. D. Evermore (Holt), Raeden Green (Allie).

PAESE: USA 2015
GENERE: Horror drammatico
DURATA: 95′

In tutto il mondo si propaga un virus che trasforma le persone in esseri famelici simili a zombi. Ma la trasformazione non è immediata, e dunque il vecchio Wade può portare a casa dall’ospedale la figlia sedicenne Maggie, appena contagiata. Riuscirà, quando sarà il momento, a lasciarla andare, a fare ciò che va fatto?

Da una sceneggiatura di John Scott 3 che stava in un cassetto dal 2011 (nessuna major sembrava intenzionata a produrla, e solo l’ingresso di Schwarzy come attore e produttore ha dato il via al progetto), un film di zombi anomalo e originale, in cui nessun clichè sui film di zombi viene rispettato. È il primo film sui morti viventi che si focalizza sul contagio, solitamente trattato in maniera sbrigativa, concentrandosi sulla tragedia di un padre che non riesce a capacitarsi di dover seppellire la figlia. Non un horror, dunque, ma un melodramma intimista e straziante, fortemente anti spettacolare e sottotono, come sottotono è la magistrale interpretazione di uno Schwarzy ammirevolmente sotto le righe nel tratteggiare l’impotenza di un uomo vecchio e stanco che, nonostante i muscoli (ancora ben identificabili sotto le camicie da boscaiolo), non può nulla contro il nemico peggiore, l’unico davvero invincibile: la malattia. L’esordiente Hobson centra il bersaglio con uno stile spoglio, grigiastro, privo di qualsiasi calore o spiraglio di luce (la pregevole fotografia desaturata è di Lukas Ettlin), uno stile fatto di suggestive, ampie inquadrature su campi incolti o bruciati che diventano luoghi dell’anima, ma anche metafore di un’America dimenticata e ancora ferita per il passaggio dell’uragano Katrina (non a caso il film è ambientato nelle campagne della Louisiana), un’America rimasta incolta, desolata, dolorante, metaforicamente già popolata di zombi. Il titolo italiano non fa solo schifo, è anche disonesto perchè attira i fan dell’horror di serie Z – deludendoli – e allontana un pubblico magari un po’ più esigente che invece lo potrebbe apprezzare. Bravi dunque Hobson e Schwarzenegger, tra i pochi a dire qualcosa di nuovo sull’abusato tema dei morti viventi. Da non perdere.

Voto

 

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