Io e lei

Io-e-lei-afficheRegia di Maria Sole Tognazzi

con Margherita Buy (Federica Salvini), Sabrina Ferilli (Marina Baldi), Fausto Maria Sciarappa (Marco, l’oculista), Alessia Barela (Camilla, l’aiutante di Marina), Domenico Diele (Bernardo), Ennio Fantastichini (Sergio, l’ex marito), Massimiliano Gallo (Stefano), Anna Bellato (Anna), Antonio Zavatteri (Carlo), Emanuel Caserio (Bruno).

PAESE: Italia 2015
GENERE: Commedia drammatica
DURATA: 98′

Nella Roma odierna si amano l’architetto Federica e la ristoratrice Marina. Nonostante due personalità differenti, quasi opposte, e differenti modi di vivere la loro sessualità, sembrano aver costruito un legame forte e sincero. Quando però dal passato di Federica sbuca un bell’oculista riccioluto, le cose si mettono male…

Film non sgradevole ma che passa e va senza lasciare la minima traccia. Il difetto maggiore di questo quinto lungometraggio della Tognazzi è una sceneggiatura – di Ivan Cotroneo, Francesca Marciano e della regista – che non riesce a proporre mezza idea originale. Certo, il sunto di partenza non era malvagio (raccontare una storia d’amore omosessuale tra due donne non più giovanissime), ma nonostante le buone premesse questo Io e Lei si rivela un film inerte, vacuo, con ben poche cose da dire. Più che ad uno studio antropologico sull’amore omosessuale, la Tognazzi punta ad abbattere le differenze (e le diffidenze) evidenziando quanto i problemi affettivi siano esattamente gli stessi degli etero, ma non è raccontando sempre la stessa, vecchia, identica storiella d’amore – basata sullo schema normalità/crisi/rinascita – che si fa del buon cinema impegnato. Personaggi sfocati e (eccezion fatta per la Marina della Ferilli) poco interessanti, brutti dialoghi, poco pathos e poco divertimento (ancora una volta affidato esclusivamente alle parlate romanesche). Anche i personaggi di contorno sono stereotipati (soprattutto i maschietti, tutti ridotti allo stereotipo dell’uomo – ma esiste ancora? – che parla solo di calcio e pesca), e in questo modo un altro elemento che poteva essere una bella novità (le famiglie calorose e accettanti) finisce per sprofondare nella macchietta. Unica nota positiva, a sorpresa, è la performance della Ferilli, che con molta autoironia si professa un’attrice mediocre e, senza tanti orpelli, ruba la scena ad un’imbarazzata e maldiretta Margherita Buy.

Voto

 

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