Lo sguardo esterno #6 – Spectre

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Regia di Sam Mendes

Una misteriosa serie di attentati sta destabilizzando l’equilibrio mondiale. L’agente al Servizio segreto di Suà Maestà James Bond, al centro della bufera e con la Licenza di Uccidere revocata per un’esecuzione non autorizzata a Città del Messico, si getta clandestinamente alla ricerca della verità. Una misteriosa organizzazione chiamata Spectre sembra tirare le file di tutti questi avvenimenti e i suoi tentacoli potrebbero insinuarsi dovunque, persino nel passato dello stesso Bond…

Siamo così arrivati a 24 nella più longeva saga della storia del Cinema. La spia a Doppio Zero uscita dalla penna di Ian Fleming arriva a spegnere le 52 candeline in celluloide con un film che si può considerare il degno epilogo della tetralogia col rude Daniel Craig nel ruolo di 007 e che ha trovato sotto lo sguardo autoriale di Sam Mendes (regista di American Beauty e Revolutionary Road) forse i maggiori apici dell’intera avventura su grande schermo del personaggio, con il precedente e meraviglioso Skyfall e ora con questo Spectre, titolo che già stuzzicò l’appetito dei fan al momento dell’inizio delle riprese, quasi due anni fa.

Inferiore a Skyfall (ma era difficile davvero riuscire a fare un film migliore) e con un copione che in qualche punto fa acqua, è più “bondiano” nel senso fan(atico) del termine. Più umorismo, eleganza, macchine veloci e donne splendide condite dalle consuete escursioni in luoghi da cartolina sparsi per il mondo. Il punto vincente della pellicola è forse questo: dare quel tocco retrò al tutto e rendere Craig meno rude e militare rispetto ai film precedenti (Divertenti i siparietti con Q/Ben Whishaw), privilegiando un approccio più fumettistico e seriale e strizzando l’occhio agli altri 3 episodi precedenti, Skyfall e Casinò Royale soprattutto, i cui riferimenti a eventi e personaggi (la Vesper di Eva Green e Mr. White di Jesper Christensen su tutti) sono disseminati in tutto il film.

Tecnicamente ineccepibile: da antologia i quasi 5 minuti di pianosequenza iniziali al Dià de Muertos a Città del Messico in cui seguiamo Bond dal caos della parata in strada ai tetti di un albergo e l’inseguimento mozzafiato sulle rive del Tevere a Roma. Il tocco di Mendes si vede in particolare nelle scene intimiste e di dialogo in cui spicca la bellissima Leà Seidoux, attrice eccellente, che si ritaglia un ruolo da Bond Girl non indefferente. Caso contrario per la nostrana Monica Bellucci, pompata dai media nei mesi precedenti ma che alla fine più di un cameo (e per fortuna) non fa.

Discorso a parte per Christoph Waltz, reso celebre da Tarantino in Inglorius Basterds e Django Unchained, che però sembra essere rimasto incastrato in quei ruoli. Non fraintendete, la malignità del suo (spoiler) Blofeld, con tanto di gatto bianco e cicatrice sul viso, è da spy story come non se ne vedevano da anni e i fan hanno esultato nel vedere il ritorno della nemesi per eccellenza di James Bond, ma la pecca sta forse nella superficialità con cui gli sceneggiatori hanno affrontato il personaggio. Forse un po’ più di scavo psicologico non avrebbe guastato e la motivazione che lo ha reso un malvagio capo di una superpotente organizzazione criminale è un po’ macchiettistica. In ogni caso, Waltz il suo lo fa benissimo e ruba spesso la scena agli altri interpreti.

Nel complesso Spectre è un buonissimo film della serie, uno dei migliori, degna conclusione di quella che è l’avventura di Craig nel ruolo della spia britannica (anche se il milionario contratto lo lega ancora per un film) iniziato nel lontano 2006 con Casinò Royale e quella di Mendes iniziata 3 anni fa con Skyfall, ai quali si da il pregio di aver rivisitato il personaggio sotto una chiave più realistica e cupa scavando alle origini di Bond, sul perchè è diventato la spia tormentata e dedita ai Vodka-Martini che tutti conosciamo, ma anche sotto una luce ironica con l’introduzione di Q e le continue citazioni retrò che strappano il sorriso.

Alla fine dei titoli di coda di ogni film della saga si scriveva “James Bond Will Return”. Tornerà di nuovo davvero? E come sarà? Come saranno i cattivi? Lo vedremo tra qualche anno, nel frattempo, godiamoci qualche avventura in luoghi esotici al volante di una Aston Martin con una bellissima donna al nostro fianco.

Ricordate il suo nome. Bond, James Bond.

Voto 3,5 su 5

Matteo Merlano

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Una risposta a Lo sguardo esterno #6 – Spectre

  1. Ivan ha detto:

    D’accordo sul voto! Non a livello del poderoso Skyfall nè di Casino Royale!

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