L’impero colpisce ancora

Dal 1997 rititolato Star Wars: Episodio V – L’impero colpisce ancoraempire-movie-poster-star-wars-empire-strikes-back-20604952-1369-2125

(The Empire Strikes Back, dal 1997 rititolato Star Wars: Episode V – The Empire Strikes Back)

Regia di Irvin Kershner

con Mark Hamill (Luke Skywalker), Harrison Ford (Ian Solo), Carrie Fisher (Principessa Leila Organa), Billy Dee Williams (Lando Calrissian), Alec Guinness (Ben “Obi Wan” Kenobi), David Prowse (Dart Fener), Peter Mayhew (Chewbecca), Anthony Daniels  (C-3PO), Kenny Baker (C1-P8), Denis Lawson (Wedge Antilles), Jeremy Bulloch (Boba Fett), James Earl Jones (voce di Dart Fener).

PAESE: USA 1980
GENERE: Fantascienza
DURATA: 127’

Nascosti sul pianeta ghiacciato di Hoth, i ribelli sono stanati dall’Impero Galattico e costretti ad una rocambolesca fuga. Il giovane Luke, aspirante Jedi, si stacca dal gruppo per raggiungere il remoto sistema Dagobah in cui il saggio Yoda lo inizia al potere della forza. Quando gli amici Ian Solo e Leila vengono fatti prigionieri dal perfido Dart Fener, Luke lascia l’addestramento e corre in loro soccorso, ma una volta giunto a destinazione scoprirà una sconvolgente verità che lo riguarda…

Secondo episodio della vecchia trilogia (dunque, in ordine narrativo, il quinto), messo in cantiere immediatamente dopo lo straordinario successo di Star Wars (1977). Molti lo considerano addirittura migliore del capostipite, se non altro per il maggiore scavo psicologico e la ricchezza delle trovate. Certo è meno fantascientifico e più avventuroso, meno giocoso e più cupo. Forse più adulto. Alle tante ispirazioni già assaporate nel primo capitolo se ne aggiungono di nuove ed inaspettate, dal cinema orientale (l’addestramento di Yoda) alla commedia sofisticata (le scaramucce tra Ian Solo e Leila ricordano quelle tra Bogart e la Hepburn in La regina d’Africa). Lucas – che produsse questo secondo capitolo autonomamente, sfruttando i guadagni del primo – lascia la regia a Kershner, che si dimostra ben più di un abile mestierante al suo servizio: lo stile essenziale e preciso, l’aspirazione all’epica (si veda la celebre battaglia di Hoth), l’andamento ritmato, ne fanno l’episodio narrativamente più solido. La sceneggiatura, nientemeno che di Leigh Brackett (sceneggiatrice di Howard Hawks) e Lawrence Kasdan, non disdegna frecciate all’attualità (Yoda: “grande guerriero? Guerra non fa nessuno grande!”) e riesce a dare uno spessore inaspettato a tutti i personaggi, sia quelli già conosciuti che quelli “nuovi”. Nel 1997, previo massiccio restauro digitale, la trilogia fu riportata in sala: ne L’impero colpisce ancora le modifiche si vedono soprattutto nelle sequenze ambientate a Hoth, in cui il movimento di animali e camminatori imperiali è reso più fluido e armonioso (nel 1980 era ottenuto col “passo uno”). Il regista Frank Oz presta la voce al saggio Yoda. Sarà anche un “film/ponte” tra il primo e il terzo capitolo, ma che spettacolo! Seguito da Il ritorno dello Jedi.

Voto

 

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