Il Sale della Terra

(The Salt of the Earth/O Sal Da Terra)IL-SALE-DELLA-TERRA-poster-locandina-manifesto-2014

Regia di Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado

PAESE: Brasile, Italia, Francia 2015
GENERE: Documentario
DURATA: 110′

Documentario su Sebastiao Salgado, considerato il più grande fotografo vivente, diretto da Wenders col primogenito di Salgado, Juliano Ribeiro. È la storia di un uomo che, dopo aver visto (e fotografato) le brutture del mondo, dopo aver constatato il male che gli uomini possono fare ad altri uomini, posò sgomento la macchina fotografica per poi riprenderla, anni dopo, quando scoprì che l’uomo poteva sì distruggere la natura, ma poteva anche ricrearla. Lo dimostra il piano di riforestazione voluto dalla moglie Leila, che piantando due milioni di alberi negli aridi terreni di famiglia riuscì a ricreare non solo una foresta pluviale estinta, bensì addirittura un ecosistema protetto. Per questo, Il sale della terra è ben di più di una biografia o di un ritratto: è un film sulla maestosa indifferenza della natura, e sul bisogno umano di riuscire in qualche modo a raccontarla per comprenderla; è una riflessione sul rapporto (mai così stretto) tra cinema e fotografia, in cui il primo imita la seconda con risultati espressivi sorprendenti; è un saggio sulla differenza – abissale, ma da molti dimenticata – tra riprodurre e fotografare. Si parla anche del valore militante della fotografia, e forse dell’arte in generale: le foto di Salgado contribuirono a far conoscere a tutti situazioni che l’occidente ignorava.

Il-sale-della-terra_02Film coinvolgente e sconvolgente, intimista ed emozionante, pieno di fotografie ma mai statico, reso poetico dallo straordinario commento musicale di Laurent Petitgand e dall’originale stile di Wenders, mai così lirico e contemplativo, in una parola bellissimo. E abile nell’alternare fotografie, vecchi filmini amatoriali, bellissime riprese dei reportage di Salgado, interviste (evocativo il modo in cui Wenders filma quelle del fotografo, ripreso frontalmente, in b/n, su sfondo nero, mentre parla della genesi dei propri scatti). Azzeccatissima la scelta di far doppiare Salgado al bravissimo Luca Biagini, che con la sua voce calda e rassicurante riesce a traghettare lo spettatore dentro questo turbinio di volti e colori, suoni e suggestioni. Un racconto “di vita” leggiadro e perfetto che diventa una parabola sul bisogno di armonia tra uomo e natura. E, ovviamente, un atto d’amore spassionato verso l’arte della fotografia. Menzione speciale a Cannes nella sezione Un Certain Regard, con la seguente motivazione: “questo meraviglioso documentario sul fotografo Sebastiao Salgado è una testimonianza coinvolgente del nostro tempo e una riflessione sulla condizione umana a livello mondiale che mostra la possibilità di sperare per l’umanità”. Parole sante.

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