Crocevia della morte

(Miller’s Crossing)millers_crossing_poster

Regia di Joel Coen

con Gabriel Byrne (Tom Reagan), Marcia Gay Harden (Verna Bernbaum), John Turturro (Bernie Bernbaum), Jon Polito (Johnny Caspar), J. E. Freeman (Eddie Dane), Albert Finney (Leo), Mike Starr (Frankie), Al Mancini (Tic-Tac).

PAESE: USA 1990
GENERE: Gangster
DURATA: 115′

Stati Uniti, fine degli anni ’20. Mentre infuria la guerra con un mafioso italo-americano, un gangster irlandese litiga col suo braccio destro per una donna…

Lontanamente ispirato a due romanzi di Dashiell Hammett, Piompo e sangue (1927) e La chiave di vetro (1930), il terzo film dei Coen è un gangster anomalo perché, pur non rinunciando a nessuno degli archetipi del genere cui appartiene (ma sarebbe meglio dire “generi”, perché è tanto gangster quanto noir), li rilegge con impagabile humor nero e con uno stile unico, anti-realistico e spesso grottesco. Non manca il consueto gusto della citazione (da Scarface di Hawks a Il Padrino, passando per Casablanca), ma più delle singole sequenze si cita uno stile cinematografico preciso. Per questo, prima ancora di essere un ottimo film gangster – con tanto di sparatorie, tradimenti, spargimenti di sangue – Miller’s Crossing è un ottimo film sul cinema. Con un letimotif decisamente azzeccato (quello del cappello) e alcune esplosioni di violenza feroce, ma “raffreddata” (Morandini), è tra i pochi film gangster a raccontare il rapporto tra politica, polizia e malavita come un continuità non patologica ma organica: il male è GIÀ ovunque, e non è necessario alcun contagio. Regia di rara eleganza, musiche magnifiche ed evocative di Carter Burwell, fotografia preziosa e policroma (nonostante poche tinte) del futuro regista Barry Sonnenfeld. E ottimi attori diretti molto, molto bene. Camei di Steve Buscemi (Mink), Frances McDormand (la segretaria del sindaco), Michael Badalucco (l’autista di Caspar) e Sam Raimi (il poliziotto sadico). Il finale silenzioso e pacato è un pezzo di grande cinema. Tolto Scorsese, i Coen sono gli unici registi USA ad aver fatto qualcosa di nuovo nello sparuto panorama del cinema gangster degli anni ’90.

Voto

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