“Il Texas è uno stato mentale” – Un intervista a Joe R. Lansdale

Abbiamo fatto due chiacchiere con uno dei più grandi scrittori americani, autore, tra le altre cose, dei romanzi di Hap & Leonard e del cult La notte del Drive-In.

joe-r-lansdaleJoe Lansdale è nato in Texas nel 1951, ed è in Texas che si svolge la quasi totalità delle sue storie. Dal 1980, anno del suo esordio ad oggi, ha scritto una quarantina di romanzi, cui si affiancano i tantissimi racconti (in Italia potete leggere la creme di questi racconti nel roboante Notizie dalle tenebre), le sceneggiature per il cinema, i soggetti per la Tv e per i fumetti. Che siano noir, western, horror, fantastiche, fantascientifiche, grottesche, le sue storie sono sostenute da un pungente quanto irresistibile umorismo, da uno sguardo crepuscolare e disilluso sull’America di oggi e di ieri, da una moralità di fondo che lo rende, probabilmente, l’ultimo dei grandi classici americani. Pur non rinunciando mai alla struttura del romanzo di formazione, infatti, Lansdale ha ripercorso in maniera romantica ma molto critica quasi tutta la storia americana, con un focus sull’emblematico mezzo secolo che va dal 1910 del tramonto del West al 1963 della morte di Kennedy (e forse del sogno americano). È l’inventore della strana coppia di detective Hap & Leonard (il primo bianco e democratico, il secondo nero, gay e repubblicano), che sono appena stati protagonisti di una serie TV e stanno per arrivare al loro decimo romanzo. Insomma, Lansdale è a tutti gli effetti uno dei più grandi narratori americani viventi. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui.

Nonostante uno stile di scrittura molto “cinematografico”, soltanto negli ultimi anni le tue opere sono diventate film e serie TV. Come mai? Una tua scelta, o semplicemente in passato nessuno ti ha proposto la cosa? Aveva ragione Hitchcock nel dire che se una storia funziona perfettamente su carta non necessita di alcuna trasposizione filmica?
Ho scritto molti libri, ma anche molte sceneggiature, e quindi nonostante tutto ho a che fare col mondo del cinema sin dagli anni ’80. Per quanto riguarda i miei romanzi che sono diventati film, credo che avessero trovato la loro migliore espressione già sulla carta, ma mi piacciono anche i film perché sono qualcosa di molto diverso rispetto alla letteratura.

Foto di Leann Mueller

Foto di Leann Mueller

La domanda più banale del mondo: cosa significa scrivere, per te?
È un modo per esprimere me stesso, per liberare la mia creatività, per dare sfogo a tutta una serie di cose diverse. Dopo la mia famiglia, la scrittura e le arti marziali sono i punti fermi della mia vita.

Qualche tempo fa ho avuto l’opportunità di intervistare il regista John Carpenter. Cosa pensi del suo lavoro? Te lo chiedo perché penso che i tuoi romanzi e i suoi film abbiano parecchi punti di contatto, specialmente quando si parla di horror e fantascienza.
Molte delle cose che ha fatto Carpenter mi sono piaciute tantissimo. Halloween – La notte delle streghe è il suo capolavoro, ma anche La cosa… Entrambi sono fantastici. Non saprei dire cosa condividiamo. Forse affrontiamo molte tematiche da un punto di vista simile, quello dell’horror e della fantascienza. Starman è un altro ottimo film di Carpenter, anche se spesso viene dimenticato.

L'edizione italiana Urania de "La notte del Drive-In"

L’edizione italiana Urania de “La notte del Drive-In”

Penso che la trilogia del Drive-In sia una delle più grandi espressioni di metaletteratura di tutti i tempi. Sapevi, mentre scrivevi il primo capitolo, che ne avresti scritti altri due? Hai sempre avuto in mente quel finale così “estremo”?
No, tutte le storie crescono con il tempo, mentre escono dal mio subconscio.

Ho trovato il racconto Bubba Ho-Tep qualcosa di semplicemente unico, sia per il plot (in un ospizio due vecchi che sostengono di essere Elvis Presley e JFK combattono contro una mummia che ruba l’anima ai pazienti della struttura) che per lo stile che hai utilizzato. Riesci a fare della poesia pur parlando di cose come “un foruncolo gigante sul pene di un vecchio che sostiene di essere Elvis Presley”. Come diavolo ti è venuta in mente un’idea simile?
Mio fratello maggiore viveva a Memphis, e ha sempre tentato di registrare qualcosa alla Sun Records (la casa discografica di Elvis Presley, ndr.), senza però riuscirci. Sua moglie, mia cognata, andò a scuola con Elvis e lo conobbe un pochino. La morte di John Kennedy quando ero bambino rappresentò per me una traumatica introduzione agli aspetti più duri del mondo, e questa consapevolezza è rimasta con me. Inoltre mia madre, in seguito a un incidente, dovette stare molto tempo in una casa di riposo, e io passavo molto tempo in quel posto. Questa serie di cose, insieme a un titolo che avevo in mente (Bubba Ho-Tep appunto) e all’amore che provavo per i vecchi film di mummie, si sono mescolati, e alla fine la storia si è scritta da sola. Volevo che fosse grezzo e poetico allo stesso tempo, e sono felice che ti sia arrivato proprio questo.

La maggior parte delle tue storie si svolge in Texas. Pensi che il Texas sia uno specchio fedele della società americana o che invece si tratti di un mondo a parte?
Amo il Texas, ma è tanto mito e leggenda quanto verità. Penso ci sia molto di vero, ma principalmente è “uno stato mentale” (citazione di Steinbeck, ndr.), un’idea, un concetto che noi riempiamo coi nostri stessi pensieri.

Ho notato che quasi tutti i tuoi racconti sono ambientati in riva a dei fiumi. C’è un motivo particolare?
Semplice. Sono cresciuto vicino al fiume Sabine, e i fiumi sono simboli perfetti dello scorrere delle cose e della profondità della vita.

Molto spesso i protagonisti delle tue storie sono adolescenti che diventano grandi. Come mai la struttura del romanzo di formazione ti è così cara?
Ricordo chiaramente la mia vita da teenager, quindi mi viene spontaneo scrivere di questo. È un modo per far immedesimare il lettore, per fargli rivivere la sua infanzia, anche se magari il carattere del personaggio è molto diverso dal suo. L’innocenza e la scoperta del mondo sono temi molto affascinanti.

Copertina originale de La foresta

Copertina originale de La foresta

Penso che il tuo ultimo romanzo, La foresta, sia semplicemente perfetto, forse il mio preferito. Ci ho visto dentro Dante (il titolo originale, The Thicket, significa “la selva”), la storia del west, la storia del western, e penso che sia un po’ la summa della tua poetica: c’è l’amore/rispetto per i perdenti, c’è la struttura del romanzo di formazione, c’è il racconto dei cambiamenti della società USA. È da molto che pensavi a un romanzo simile, o si tratta di un’idea recente?
Ci ho pensato per molto tempo, non sempre in modo chiaro, ma l’idea talvolta mi tornava in mente. Volevo che tutti i personaggi fossero in qualche modo degli outsiders. Il personaggio di Shorty (un pistolero nano ma abilissimo e colto, ndr.) è uno di quelli a cui sono più affezionato. Peter Dinklage spera di interpretarlo nell’adattamento cinematografico. Sarebbe perfetto, è un grande attore.

La serie tratta dal primo romanzo di Hap e Leonard ha avuto feedback decisamente positivi. Ti piace lavorare per la TV? È difficile trasformare un romanzo in una serie televisiva?
Mi è piaciuto molto, sebbene io fossi solo produttore esecutivo. Non ho curato la sceneggiatura, ho solo avuto l’opportunità di commentarla: spesso mi hanno ascoltato, qualche volta mi hanno ignorato. Ci sta, è un diritto del regista. La MIA creazione è diventata la SUA creazione. Ma sono stati buoni con me. Dico sempre ciò che penso, ma capisco anche le ragioni del “sistema”. La serie mi è piaciuta molto.

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Hap (James Purefoy) e Leonard (Michael K. Williams) nella serie TV omonima.

Di cosa parlerà il tuo prossimo romanzo?
In Italia sta per uscire un mio nuovo romanzo storico, Paradise Sky, mentre ieri (venerdì 22 aprile, ndr.) ho finito di scrivere una nuova puntata della serie di Hap e Leonard, dal titolo Rusty Puppy.

Hai qualche consiglio per i giovani scrittori che vorrebbero arrivare al grande pubblico?
Non penso mai al pubblico. Scrivo ciò che mi piace e spero sempre che ci sia qualcun altro a cui piaccia. Non è una mancanza di rispetto verso il pubblico, è solo che non ho idea di cosa il pubblico voglia! Spero soltanto che i lettori vogliano leggere ciò che io voglio scrivere. È così che faccio.

Grazie a Joe R. Lansdale per la disponibilità. Grazie a Elis e Steve per le traduzioni.

Riccardo Poma

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Bibliografia essenziale

Romanzi
1986 La morte ci sfida
1988 La notte del Drive-In
1989 Freddo a luglio
1991 La lunga strada della vendetta
1998 L’ultima caccia
2000 L’anno dell’uragano
2001 Fuoco nella polvere
2002 La sottile linea scura
2004 Tramonto e polvere
2007 Echi perduti
2011 Cielo di sabbia
2012 Acqua buia
2013 La foresta

Serie di Hap & Leonard
1990 Una stagione selvaggia
1994 Mucho Mojo
1995 Il mambo degli orsi
2001 Capitani oltraggiosi
2011 Devil Red
2015 Honky Tonk Samurai

Raccolte
2006 In un tempo freddo e oscuro
2010 Altamente esplosivo
2014 Notizie dalle tenebre

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