Deadpool

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Regia di Tim Miller

con Ryan Reynolds (Wade Wilson/Deadpool), Morena Baccarin (Vanessa Carlysle), Ed Skrein (Ajax), T. J. Miller (Weasel), Gina Carano (Angel Dust), Brianna Hildebrand (Testata Mutante Negasonica), Andre Tricoteux (Colosso), Leslie Uggams (la coinquilina cieca), Karan Soni (Dopinder), Jed Rees (agente Smith).

PAESE: USA 2016
GENERE: Fantastico
DURATA: 108’

Congedato con disonore dalle forze speciali, Wade Wilson è diventato un mercenario. Colpito da un cancro incurabile, accetta di sottoporsi ad alcuni esperimenti segreti orchestrati da un perfido medico inglese mutante. Guarito dal male, diventato (quasi) immortale e fortissimo ma orribilmente sfregiato, fugge dal laboratorio e, con la maschera di Deadpool, va a cercare (in Taxi) il malefico che intanto gli ha pure rapito la fidanzata…

Creato da Fabian Nicieza e Rob Liefeld, Deadpool è un fumetto Marvel anomalo per almeno due ragioni: è logorroico e scurrile ai limiti del turpiloquio; infrange spesso la quarta parete, ovvero parla spesso con i lettori e sa di essere un fumetto. Nel portarlo in scena dopo dieci anni di gestazione, Reynolds (che l’aveva già interpretato in Wolverine – Le origini, ma era insoddisfatto perché, a ragione, riteneva che fosse stato snaturato) riprende i panni del più violento, amorale, politicamente scorretto degli X-Men, questa volta restando il più fedele possibile al fumetto. Il risultato è superiore alla media: esilarante, sboccato e sanguinolento, il film (come fa già faceva il fumetto) irride se stesso e ciò che rappresenta, riflettendo anche in maniera non scontata su un genere cinematografico (quello dei supereroi) che sembra dire qualcosa di nuovo solo quando sfonda il tabù del metatesto. Certo, a battute geniali si alternano molte battutacce (ma la colpa è soprattutto del pessimo doppiaggio italiano), e alla fine della fiera la struttura narrativa del film è quella di mille altri film sui supereroi (origini, innamoramento, incapacità di convogliare gli affetti, scontro con il proprio creatore, richiesta d’aiuto ad altri amici supereroi, finale lieto), ma l’intrattenimento è senza dubbio assicurato, e le peculiarità del personaggio sono rispettate e ben adattate al mezzo cinema. Molta ironia e molta autoironia (infinite le frecciatine e le citazioni di altri film, fin troppe) fanno il resto. Azzeccata la colonna sonora. Un’operazione rischiosa (solitamente il pubblico dei film Marvel è un pubblico di ragazzini, questo è un film a tutti gli effetti per adulti) che tuttavia ha pagato: quasi 800 milioni di dollari d’incasso a fronte di un budget di “appena” 58. Memorabili titoli di testa con sotto Angel of the Morning di Juice Newton. Un cinecomic diverso, da vedere.

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