Mission: Impossible

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Regia di Brian De Palma

con Tom Cruise (Ethan Hunt), Jon Voight (Jim Phelps), Emmanuelle Béart (Claire Phelps), Henry Czerny (Eugene Kittridge), Jean Reno (Krieger), Ving Rhames (Luther Stickell), Kristin Scott Thomas (Sarah Davies), Vanessa Redgrave (Max), Emilio Estevez (Jack), Dale Dye (Frank Barnes).

PAESE: USA 1996
GENERE: Giallo
DURATA: 110′

Durante un’operazione di routine – recuperare un dischetto coi nomi di tutti gli agenti segreti occidentali – team di 007 viene barbaramente massacrato. L’unico sopravvissuto, il giovane Ethan Hunt, deve difendersi dall’accusa di essere una talpa e, allo stesso tempo, scoprire chi ha ordito il diabolico piano omicida…

Scritto da David Koepp e Steven Zaillan, uno scattante e allucinato thriller d’inseguimento ispirato ad una serie TV creata da Bruce Geller sul finire degli anni ’60 (di cui riprende, rielaborato da Danny Elfman, anche il celebre tema musicale di Lalo Schifrin). Più giallo deduttivo che film di spionaggio, con un intro che ricorda molto da vicino James Bond e una scena ferroviaria in sapore di Hitchcock, il film gode di una prima ora tostissima e tesissima, senza un attimo di respiro. Tra le sequenze entrate nell’immaginario collettivo, oltre al prologo praghese, si ricordano l’intrusione coatta a Langley, quartier generale della CIA, e il finale – in cui non c’è una sola trovata inverosimile – ambientato su un TGV che corre a trecento orari. La seconda parte, in cui l’azione prende il sopravvento, non è la migliore, e il film ha l’imperdonabile difetto di prendersi molto (troppo) sul serio, ma anche a distanza di anni prende e avvince come la prima volta. Come in tutti i film di De Palma, largo spazio ai virtuosismi tecnici, una volta tanto non fini a sé stessi. Certo, l’impressione di molta forma e poca sostanza c’è anche stavolta, ma in fin dei conti il suo unico obbiettivo è intrattenere, e lo fa più che dignitosamente. Eccezionale lavoro di make-up dell’esperto Rob Bottin. Ennesima tappa fondamentale per quanto riguarda l’ascesa divistica di Cruise, a scelta irresistibile (soprattutto per le donzelle) o insopportabile. Il grande successo – terzo posto al botteghino ’96 – garantì parecchi seguiti.

Voto

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