Sucker Punch

(Sucker Punch)SuckerPunch_Poster

Regia di Zach Snyder

con Emily Browning (Babydoll), Abbie Cornish (Sweet Pea), Jena Malone (Rocket), Vanessa Hudgens (Blondie), Jamie Chung (Amber), Carla Gugino (Madame Vera Gorski), Scott Glenn (il saggio), Oscar Isaacs (Blue Jones), John Hamm (il giocatore).

PAESE: USA 2011
GENERE: Fantastico
DURATA: 110′

Anni ’50. La giovane Babydoll viene internata in un manicomio con l’accusa (ingiusta) di aver ucciso la sorellina. Qui, in attesa della lobotomia, vive diverse realtà parallele in cui proietta il suo desiderio di libertà…

Snyder, che l’aveva in cantiere da una decina d’anni, lo ha definito “la cosa più folle che abbia mai scritto, un Alice nel paese delle meraviglie con le mitragliatrici”. Difficile definire in maniera migliore questo roboante, fracassone fantasy/drama/action movie che si sposta su ben tre livelli narrativi in una struttura a scatole cinesi con continui ribaltamenti, richiami, colpi di scena. Tutto parrebbe funzionare alla perfezione, ma alla mezz’ora il meccanismo s’inceppa: troppa carne al fuoco, troppi inutili estetismi, troppe ridondanze e lungaggini inutili, troppa retorica da oratorio nel finale. Il non stile di Snyder (che ormai ostentatamente pesca dal videoclip e dal videogame) è diventato – sarà un bene? – il SUO non stile, ormai riconoscibilissimo e sicuramente personale, ma sempre e comunque eccessivo, barocco, in una parola stordente. I modelli di Snyder sono chiari – Matrix (nello stile dell’azione), Tarantino (nella rappresentazione del corpo femminile e delle battaglie) e Burton (nelle atmosfere) – ma nove volte su dieci tristemente irraggiungibili. Peccato, perché l’impegno c’è, il talento visionario anche; a mancare è l’autocontrollo, la capacità di essere esteti senza apparire auto celebrativi e compiaciuti. Nel calderone snyderiano si mescolano, con risultati alterni, psicanalisi spicciola e filosofia da due soldi, draghi rabbiosi e soldati nazisti zombi (la sequenza con questi ultimi, in pieno stile steampunk, è una delle più riuscite), sadismo e tenerezza, paura dello stupro e deprecabile spettacolarizzazione del corpo femminile, rocambolesche citazioni e (fastidiosissimi) combattimenti girati come video musicali pop. A chi piace… Molto bello l’intro, totalmente muto ma carico di emozioni e spunti. Peccato che poi il film non mantenga ciò che promette. Scarso successo di pubblico nonostante l’alto budget.

Voto

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2 risposte a Sucker Punch

  1. cumbrugliume ha detto:

    Il talento visionario non manca… è proprio l’idea di film a mancare 🙂

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