Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith

(Star Wars: Episode III – Revenge of the Sith)

Regia di George Lucas

con Ewan McGregor (Obi-Wan Kenobi), Natalie Portman (Padmé Amidala), Hayden Christensen (Anakin Skywalker), Ian McDiarmid (Palpatine), Christopher Lee (Conte Dooku), Temuera Morrison (comandante Cody), Oliver Ford Davies (Sio Bibble), Samuel L. Jackson (Mace Windu), Jimmy Smits (Bail Organa), Peter Mayhew (Chewbecca).

PAESE: USA 2005
GENERE: Fantascienza
DURATA: 140′

Ucciso il conte Dooku, Obi-Wan e Anakin si dividono nuovamente: il primo va alla ricerca del generale droide Greivous, il secondo torna dalla sua Padmè, che gli rivela di essere incinta. Terrorizzato da incubi che mostrano l’amata morire di parto, Anakin cede alle lusinghe del lato oscuro e spiana la strada al complotto ordito da Palpatine, alias Darth Sidious, futuro imperatore…

Terzo ed ultimo capitolo della trilogia prequel, scritto e diretto da Lucas. Lo stile registico del papà della saga rimane anonimo e dozzinale, ma il film segna parecchi punti rispetto ai due precedenti: personaggi meno bidimensionali e maggior scavo psicologico, più ritmo (nei primi 40′ non c’è un secondo di tregua) e tutta una serie di riflessioni politiche decisamente attuali (molti i riferimenti alla politica estera dell’amministrazione Bush dopo l’11/9) che lasciano il segno. Nonostante si tratti di un film di fantascienza, racchiude una delle più riuscite analisi delle tecniche del colpo di stato. “Così muore la libertà”, dice Padmé, “sotto scroscianti applausi”. Angosciante? Può darsi, ma la storia ci insegna che è andata spesso così. Rispetto ai primi due film della saga, ironia ridotta a zero e un’atmosfera funerea che inquieta e disturba. I difetti non mancano – Christensen continua a non essere un granchè come futuro Darth Fener, la sceneggiatura è di nuovo inutilmente complicata, la coerenza narrativa latita – ma dei tre film che compongono questa nuova trilogia è probabilmente l’unico che si salva. Ottima la qualità degli effetti speciali e notevole l’impianto scenografico curato da Gavin Bocquet (soprattutto nel design da fantascienza anni ’80 delle cittadine della Repubblica).

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