Logan

(Logan)

Regia di James Mangold

con Hugh Jackman (Logan), Patrick Stewart (Charles Xavier), Dafne Keen (Laura), Richard E. Grant (Dr. Zander Rice), Boyd Holbrook (Donald Pierce), Stephen Merchant (Calibano), Elizabeth Rodriguez (Gabriela), Eriq LaSalle (Will Munson), Elise Neal (Kathryn Munson).

PAESE: USA 2017
GENERE: Fantastico
DURATA: 137′

Texas, 2029. Avvelenato dall’adamantio che lo rese invincibile, invecchiato, alcolizzato, Wolverine ha smesso di essere un supereroe e, col suo vero nome, fa l’autista di limousine. Nasconde in una vecchia cisterna il professor Xavier, ormai novantenne e pericoloso a causa di un tumore al cervello che, probabilmente, lo ha portato a sterminare tutti i mutanti della sua scuola. L’arrivo di una strana bambina dai poteri devastanti spingerà Logan e Xavier a compiere una nuova missione che forse scongiurerà l’estinzione del loro popolo…

Il terzo capitolo della trilogia spin-off dedicata a Wolverine sembra, a partire dal titolo (in cui il nome dell’uomo sostituisce quello del supereroe) un film a sé. Scritto da Mangold con Scott Frank e Michael Green, è un film di supereroi inaspettatamente cupo e crepuscolare (per non dire funereo), violentissimo e quasi privo di speranza, in cui un cowboy fuori tempo massimo (non a caso i protagonisti guardano in TV Il cavaliere della valle solitaria) cerca di redimersi attraverso un’ultima, disperata missione. Lo stile di Mangold, che gira in digitale, è elegante e virtuoso, lo script funziona e, soprattutto nella prima parte, regala ben più di un’emozione, tra spunti poetici (la scena dei cavalli) e geniali demistificazioni meta-fumettistiche (Logan dice che ¾ delle avventure presenti sui comics sono fasulle). La seconda parte si dilunga un po’ e da nel convenzionale, ma che grinta! Geniale anche l’ambientazione di confine: in film dei conti, la saga degli X-Men è sempre stata una metafora della paura del diverso. Per distanziarsi ulteriormente dalla leggerezza dei franchise Marvel, mancano la classica apparizione di Stan Lee e la scena dopo i titoli di coda. Ottimo Jackman, zoppo e malato, e magnifica la piccola Kenn, che per più di metà film non dice una parola ed esprime tutto con la mimica. Nel trailer si sentiva Hurt di Johnny Cash, nel film, dello stesso cantautore, si sente The Man Comes Around. Da vedere.

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Una risposta a Logan

  1. amilcaxas ha detto:

    Anche a me è piaciuto molto, non ha deluso le aspettative, anzi.

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