Ready Player One

(Ready Player One)

Regia di Steven Spielberg

con Tye Sheridan (Wade Watts/Parzival), Olivia Cooke (Samantha Cook/Art3mis), Ben Mendelsohn (Nolan Sorrento), Simon Pegg (Ogden Morrow), Mark Rylance (James Halliday), T. J. Miller (i-Rok), Lena Waithe (Helen), Philip Zhao (Sho), Win Morisaki (Daito).

PAESE: USA 2018
GENERE: Fantastico
DURATA: 140′

2045. La Terra conosce un periodo di forte decadenza dettato da sovrappopolazione e inquinamento. L’unica via di fuga per i suoi abitanti, poveri o ricchi che siano, è il mondo virtuale di Oasis, in cui ognuno può diventare ciò che vuole e vivere avventure incredibili. Poco prima di morire, nel 2040, il creatore di Oasis James Halliday ha lanciato una sorta di caccia al tesoro che ha come premio il possesso dell’intera piattaforma. Alla vittoria finale si candida il giovane e povero Wade, che nel gioco si chiama Parzival. Dopo anni di tentativi falliti trova un prezioso e forse decisivo alleato nella bella Art3mis, ma deve fare i conti con una multinazionale che ambisce al medesimo premio per poter sfruttare Oasis secondo i propri loschi scopi…

Dal romanzo omonimo (2010) di Ernest Cline, anche sceneggiatore con Zak Penn. Anche Spielberg si unisce all’operazione nostalgia verso l’immaginario – cinematografico, letterario, ludico, persino musicale – degli anni ’80 che va tanto di moda oggi e che lui stesso, con altri nomi illustri (Zemeckis, Lucas, Dante), ha contribuito a creare. Il risultato è un divertente, vorticoso frullato di cultura pop in cui ogni scena, ogni dialogo, ogni trovata non è altro che la citazione, a volte gratuita a volte geniale, di qualcosa che appartiene al passato. Come molti altri film di Spielberg concepiti come puro intrattenimento è pieno di difetti: intreccio prevedibile, troppi deus ex machina, vagonate di clichè narrativi, messaggio accomodante (“giocate pure, bambini, ma senza esagerare che la vita non è nello schermo ma fuori”); detto questo, però, lo spettacolo è assolutamente garantito. Quelli che lo apprezzeranno maggiormente sono gli over 30 cresciuti a pane e Spielberg e Nintendo, ma anche coloro che non ne coglieranno i tantissimi rimandi metanarrativi (ovvero gli under 20 e gli over 45) usciranno dal cinema sazi e soddisfatti. Assolutamente da antologia l’incursione dei protagonisti DENTRO Shining di Kubrick, forse il più geniale omaggio che Spielberg abbia mai tributato al suo collega/amico. Godibile la colonna sonora che spazia dalle musiche originali (anche loro metanarrative) di Alan Silvestri a pezzoni rock perfetti per le atmosfere (Van Halen, Bruce Springsteen, Twisted Sister). A fronte di un budget non altissimo – 175 milioni di dollari – sarebbe interessante sapere quanto ha speso la Warner in diritti per poter inserire nel film tutte quelle marche, quelle canzoni e quei personaggi provenienti da altre case.

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