Le streghe di Salem

(The Lords of Salem)

Regia di Rob Zombie

con Sheri Moon Zombie (Heidi Hawthorne), Bruce Davison (Francis Matthias), Jeff Daniel Phillips (Herman Whitey Salvator), Judy Geeson (Lacy Doyle), Ken Foree (Herman Jackson), Patricia Quinn (Megan), Dee Wallace (Sonny), Meg Foster (Margaret Morgan), Maria Conchita Alonso (Alice Matthias), Andrew Pine (reverendo Hawthorne).

PAESE: USA, Canada, Gran Bretagna 2012
GENERE: Horror
DURATA: 101′

A Salem (Ohio) la Disc-Jokey Heidi riceve in dono un misterioso vinile contenente una nenia inquietante. Da quel momento inizia ad avere una serie di incubi che la allontanano sempre più dalla realtà…

Liberamente ispirato ad una leggenda americana del XVII secolo, è il sesto film scritto e diretto dal cantante metal Rob Zombie (vero nome Robert Bartleh Cummings), che mette la sordina allo stile frenetico e sovreccitato delle opere precedenti e gira il suo film più stilisticamente sobrio e allo stesso tempo più astratto: l’idea è quella di fare un cinema sensoriale in stile Kubrick (prontamente citato) in cui le situazioni e gli incubi demoniaci della protagonista contano più della storia e dei personaggi. La prima parte è angosciosa ed efficace, e vanta una manciata di buoni momenti che non si scordano; poi si perde in un delirio di immagini kitsch, luci e suoni disturbanti che sembrano voler sopperire al problema di fondo, ovvero l’incapacità del regista di rappresentare le proprie visioni estreme e personali senza perdere di vista il flusso del racconto. E alla fine si rischia persino il ridicolo involontario: insomma, più che impauriti si esce dalla sala frastornati e pure un po’ annoiati. Come sempre il regista rispolvera una serie di vecchie glorie del cinema horror di un tempo: oltre al solito Sid Haig, già visto ne La casa dei 1000 corpi e La casa del diavolo dello stesso zombie, vi appaiono Patricia Quinn (le celeberrime labbra di The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman), Meg Foster (Essi vivono di John Carpenter), Michael Berryman (Le colline hanno gli occhi di Wes Craven), Dee Wallace (L’ululato di Joe Dante) e il mitico Ken Foree (Zombi di George Romero). La Moon, moglie del regista, non è così male come hanno scritto in molti. Anzi, riesce persino a dare spessore a un personaggio che in sede di scrittura proprio non ne ha. Basso budget (1,5 milioni di dollari) ma usato bene. Preziosa la fotografia desaturata e granulosa di Brandon Trost, particolarmente efficace nelle ambientazioni notturne e nel dare al film un’atmosfera opprimente e sospesa. Inquietante e disturbante, ma non del tutto riuscito.

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