Il pianista

(The Pianist)

Regia di Roman Polanski

con Adrien Brody (Wladyslaw Szpilman), Thomas Kretschmann (Capitano Wilm Hosenfeld), Michal Zebrowski (Jurek), Emilia Fox (Dorota), Frank Finlay (il padre), Maureen Lipman (la madre), Ed Stoppard (Henryk), Julia Rayner (Regina), Jessica Kate Meyer (Halina), Ruth Platt (Janina).

PAESE: GB, Francia, Polonia, Germania 2002
GENERE: Drammatico
DURATA: 150′

Varsavia, 1939. Quando la Polonia è invasa dalla Germania nazista, la vita del giovane pianista ebreo Wladyslaw Szpilman viene sconvolta. Costretto a vendere il pianoforte e a spostarsi nel ghetto, sarà l’unico della propria numerosa famiglia a non venire deportato nel 1942. Rimasto solo, abbandonato a sé stesso, perennemente nascosto, vivrà di espedienti e rischierà di non farcela.

Dal romanzo autobiografico di Wladyslaw Szpilman (1911 – 2000), adattato da Ronald Harwood con Polanski che, ebreo, visse realmente il dramma del ghetto e della deportazione (entrambi i genitori furono deportati, e la madre non tornò). Il cinema sull’olocausto ha spesso privilegiato il racconto di chi partiva, Polanski sceglie di narrare il dramma di chi dovette restare, un dramma talvolta peggiore della deportazione stessa. A una prima parte descrittiva, che con episodi di devastante impatto emotivo ben racconta le nefandezze naziste e il mutamento dello status sociale degli ebrei da persone libere a insetti da schiacciare senza pietà, si contrappone una seconda parte apocalittica e introspettiva in cui Szpilman (un intenso, dolente Brody) resta solo in mezzo ai cadaveri e alle macerie vivendo nascosto come un ratto fino al 1945. Una rappresentazione visiva potente e atroce che ben racconta uno dei torti più osceni del nazismo, ovvero la negazione della dignità umana e la totale indifferenza dei soldati dinnanzi alla morte e all’omicidio (memorabile, a questo proposito la sequenza dei cadaveri bruciati). Meravigliose le due scene in cui il protagonista “suona” il piano senza toccarlo. Nel 2008, anche grazie all’interessamento del figlio di Szpilman, il capitano della Wermacht che salvò il pianista fu proclamato un Giusto tra le nazioni. Palma d’Oro a Cannes e tre premi Oscar (regia, attore protagonista e sceneggiatura non originale). Lo avrebbe meritato anche la preziosa fotografia di Pawel Edelman. Film necessario, da vedere nelle scuole insieme a Schindler’s List di Spielberg.

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