Jungle Fever

(Jungle Fever)

Regia di Spike Lee

con Wesley Snipes (Flipper Purify), Annabella Sciorra (Angela Tucci), Samuel L. Jackson (Gator Purify), Spike Lee (Cyrus), Ossie Davis (dottor reverendo Purify), Ruby Dee (Lucinda Purify), John Turturro (Paulie Carbone), Anthony Quinn (Lou Carbone), Frank Vincent (Mike Tucci), Lonette McKee (Drew Purify), Tim Robbins (Jerry), Brad Dourif (Leslie), Michael Badalucco (Botz).

PAESE: USA 1991
GENERE: Drammatico
DURATA: 132′

Rampante avvocato nero di Harlem con moglie e figlia inizia una relazione con la sua segretaria italo-americana. Le rispettive famiglie non glielo perdonano. Passata la febbre della giungla, torneranno entrambi nei ranghi.

Quinto film di Lee, uno dei più sottovalutati nonostante appaia, ancora oggi, come uno dei più riusciti, potenti e attuali. Parla di razzismo – dei bianchi verso i neri, ma soprattutto dei neri verso i bianchi – mettendo a nudo la stupidità degli stereotipi sugli uni e sugli altri; riflette su quanto la parità dei sessi sia difficile da raggiungere più per questioni culturali che sociali; racconta la diffusione della droga negli ambienti poveri e dimenticati dallo stato (terribile la sequenza in cui Flipper va cercare il fratello tossico-dipendente in una comune di drogati, unico ambiente del film in cui neri e bianchi vanno d’accordo). Il finale, che si ricollega a quello di Fa la cosa giusta, ricorda quanto l’integrazione sia ancora un’utopia, e non per colpa dei “soliti” bianchi: a troncare la storia d’amore è proprio Flipper, incapace anche solo di pensare di avere un figlio mulatto, mentre gli unici due personaggi positivi del film (il Paulie di Turturro e la Angie della Sciorra) sono italo-americani. Regia originale e frizzante, fotografia (di Ernest Dickerson) assolata e funzionale agli stati d’animo dei personaggi, belle musiche di Terence Blanchard con canzoni di Stevie Wonder. Piccole parti per Queen Latifah (la cameriera razzista), Veronica Webb (un’amica di Angie) e Halle Berry (Vivian, l’amica tossica di Gator). Saranno famose. Dedicato a Yusef Hawkins, giovane afroamericano morto nel 1990 a Brooklyn in circostanze assurde. Jackson si portò a casa il premio per il miglior attore non protagonista al Festival di Cannes.

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