I vitelloni

Regia di Federico Fellini

con Franco Interlenghi (Moraldo Rubini), Franco Fabrizi (Fausto Moretti), Alberto Sordi (Alberto), Leopoldo Trieste (Leopoldo), Riccardo Fellini (Riccardo), Eleonora Ruffo (Sandra Rubini), Jean Brochard (Francesco Moretti), Claude Farell (Olga), Carlo Romano (Michele, l’antiquario), Achille Majeroni (Sergio, il capocomico), Silvio Bagolini (Giudizio), Lida Baarova (Giulia, la moglie di Michele), Lilia Landi (sé stessa).

PAESE: Italia, Francia 1953
GENERE: Commedia drammatica
DURATA: 108′

In una piccola cittadina di provincia (Rimini?), le vicissitudini di cinque amici nullafacenti e figli di papà: l’introverso Moraldo, che sembra soffrire il clima di ipocrisia che si respira un po’ ovunque; il donnaiolo Fausto, che mette incinta Sandra (sorella di Moraldo) ma continua a fare il cascamorto con tutte; l’acculturato Leopoldo, che scrive commedie teatrali; l’infantile Alberto, capace solo di scherzi; il mondano Riccardo, che sogna un futuro nella musica.

Scritto da Fellini con Ennio Flaiano e Tullio Pinelli, uno spaccato autobiografico malinconico e disincantato che racconta, in maniera talvolta distaccata talvolta partecipata, l’immutabilità della vita di provincia. Si salva davvero solo chi fugge? Forse. Chi resta (come Leopoldo, l’artista del gruppo) è destinato, se non al fallimento, ad un inconcludente stagnamento. Privo di una vera e propria trama, il film procede per quadri distinti e fortemente simbolici, indagando la quotidianità dei vitelloni ma non disdegnando le parentesi oniriche, peraltro tipiche del cinema felliniano a venire (la mattinata dopo il carnevale, l’esposizione in spiaggia della statua rubata, la fuga verso il mare di Lepoldo col capocomico). Secondo molti è, se non il migliore, il film più sincero e personale di Fellini. La voce del narratore è di Riccardo Cucciolla, mentre Fabrizi è doppiato nientemeno che da Nino Manfredi. L’ultima battuta di Interlenghi (e del film) è doppiata dallo stesso Fellini per rimarcare la dimensione autobiografica del personaggio. Il termine vitellone non è romagnolo ma tipico di Pescara, città di Flaiano che scrisse il soggetto del film pensandolo ambientato dalle sue parti. Entrata nell’immaginario comune la scena in cui Sordi, transitando in auto presso un cantiere, spernacchia i lavoratori facendo il gesto dell’ombrello. Musiche di Nino Rota. Leone d’Argento a Venezia 1953. Memorabile.

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