MARtin vs. MARvel – I film sui supereroi sono cinema o no?

di Riccardo Poma

Hanno fatto parecchio scalpore le frasi che il regista Martin Scorsese (autore di capolavori come Taxi Driver, Toro Scatenato, Quei bravi ragazzi, Casinò) ha dedicato, durante un intervista a Empire Magazine, ai prodotti firmati Marvel. Il passo “incriminato” è quello in cui Scorsese dice che non riesce a guardare i film della Marvel perché secondo lui non sono cinema, ma piuttosto dei “parchi a tema”. Immediate le risposte dei fan del franchise, ma anche di molti addetti ai lavori come James Gunn (regista de I guardiani della galassia), Samuel L. Jackson (interprete di Nick Fury) e Robert Downey Jr. (interprete di Iron Man). Come spesso accade in questi casi, le parole del regista hanno dato il via ad un’aspra battaglia tra favorevoli e contrari, arrivando ai consueti casi limite in cui sedicenti fan di Scorsese l’hanno rinnegato dicendogliene di tutti i colori. Innanzitutto bisognerebbe ragionare sul fatto che Scorsese, oltre che essere un regista, è anche e soprattutto uno spettatore, e come tale deve poter esprimere la propria opinione su ciò che gli piace e su ciò che non gli piace, senza che i fan della Marvel debbano sentirsi costretti a scendere in piazza per bruciare i DVD di Taxi Driver e Toro Scatenato. I gusti sono gusti, e anche Scorsese ha i suoi. Tuttavia, le dichiarazioni di Scorsese riaprono (se mai fosse stato chiuso) l’eterno dibattito su cosa, oggi, possa o non possa essere considerato cinema. Credevate che bastasse girare un film per fare del cinema? Troppo facile.

Una scena de I guardiani della galassia di James Gunn

Sorvolando sulle questioni di gusto, sarebbe interessante riflettere piuttosto sul concetto espresso (da Scorsese e da molti detrattori del franchise), ovvero che i film Marvel non siano cinema, bensì qualcosa di diverso. Se per cinema si intende un’arte che deve appassionare ed intrattenere, allora è ovvio che Scorsese – che, ha comunque dichiarato di non aver visto praticamente nulla del franchise, come del resto spesso sentiamo dire da chi attacca i film sui supereroi – incappa in un errore abbastanza grossolano: i film della Marvel riempiono le casse degli Studios, sono in media di buona qualità (BUONA, non eccelsa, non straordinaria, non inarrivabile: buona) e sanno appassionare, coinvolgere e INTRATTENERE. Ovvio che non si deve essere pretenziosi: se vado al cinema a vedere Iron Man, mi aspetto di vedere Iron Man. Non Iron Man riletto da Bergman, o da Eastwood o da Woody Allen. Vado al cinema ben sapendo che probabilmente non assisterò ad un capolavoro del cinema, ma che (sempre probabilmente) passerò due ore divertendomi ed appassionandomi per una storia.

Chris Evans nei panni di Captain America e Robert Downey Jr. in quelli di Iron Man

Poi, che il cinema hollywoodiano nell’ultimo ventennio abbia molte analogie con il concetto del parco a tema è innegabile: siamo arrivati addirittura ad un franchise – quello di Pirati dei Caraibi – che è letteralmente tratto da un parco a tema. Bene, tuttavia l’esistenza di questo tipo di cinema non preclude o offusca quella di un tipo di cinema diverso, più d’autore: e infatti continuano a fare film Allen, Eastwood, Sorrentino, Garrone, lo stesso Scorsese. Possiamo discutere all’infinito sul fatto che i giovani autori (loro sì) facciano fatica a lavorare, ma sarebbe corretto attribuire la colpa di questo fatto alla Marvel? A dirla tutta, Marvel fa lavorare registi abbastanza giovani, soprattutto se si guarda l’età media dei registi che abitualmente lavorano per Warner Bros, Paramount, Universal (unica eccezione: Netflix). Anche l’accusa di essere monotematica è poco sensata: la Marvel si chiama così perché fa film tratti dai fumetti Marvel, dunque non si può accusarla di fare solo film sui supereroi. Nasce esattamente per quello.

Alla prima londinese del suo The Irishman, Scorsese ha rincarato la dose dicendo che l’egemonia Marvel porta il pubblico a convincersi che “il cinema sia solo quello”. Può darsi, ma la colpa di ciò è attribuibile al modus operandi di Marvel? Suvvia, è da quanto è nato il cinema che la grande distribuzione la fa da padrona. Non è certo colpa di Marvel, non solo almeno. Come si suol dire in questi casi, è il sistema ad essere sbagliato. E Marvel fa parte di quel sistema. Invece di lamentarci, ragioniamo sul fatto che la nostra è la prima epoca che ci permette di fruire contenuti off (“fuori”, fuori dal grande mercato, dalle grandi distribuzioni, dai grandi festival) senza fare troppa fatica: piattaforme online, cinema d’essay, home-video. Purtroppo (o per fortuna) il cinema è sempre stato un connubio tra arte e industria – la data scelta per indicarne la nascita, il 28 dicembre 1895, non è forse quella della prima proiezione A PAGAMENTO? – e attaccare Marvel perché sfrutta questo connubio significa attaccare il cinema stesso. Poi possiamo discutere quanto vogliamo sul fatto che in Italia certi film non arrivino e che questo sia un vero peccato, ma allora cerchiamo di riformare il sistema invece di attaccare chi lo utilizza.

Robert De Niro ringiovanito digitalmente in The Irishman

Siamo passati da lamentarci per le sale vuote a lamentarci per le sale piene ma per i film sbagliati. Anche noi ogni tanto vorremmo vedere sale un po’ meno piene durante le proiezioni dei film Marvel e un po’ più piene per gli ultimi film di Kore’eda o di Alexander Payne, ma se questo non accade il problema non è tanto cinematografico/produttivo, quanto culturale. Se la gente volesse meno Marvel e più Kore’eda i cinema si attrezzerebbero per riformare il mercato, ma finché questo non accade perché dovrebbero farlo? Che poi, oggettivamente, mica parliamo di gente che riempie il cinema per un cinepanettone: la qualità oggettiva di molte opere Marvel è davanti agli occhi di tutti (anche dello stesso Scorsese, che ha detto anche che rispetta comunque il franchise perché sa cosa significa, in termini di sforzo, girare film simili), e in qualunque modo la si pensi su esse non le si può assolutamente indicare come il male assoluto.

Un’altra critica che spesso si legge in merito a Marvel (che, ricordiamolo, è divenuta una proprietà Disney) è che dentro la propria macchina produttiva non via sia libertà creativa. Certamente chi accetta di dirigere o scrivere un film del franchise sa di doversi muovere dentro canoni prestabiliti e rispettare lo spirito di fondo, eppure vi sono parecchi film della saga che si sono plasmati sul regista che li ha girati: pensiamo al Thor di Kenneth Brannagh, o a I guardiani della galassia di James Gunn, entrambe opere in cui non è difficile scorgere, tra un effetto speciale e l’altro, elementi tipici della poetica del regista. Sicuramente nessuno può arrivare nel team Marvel e fare il film che gli pare, ma siamo sicuri che questo sia un male? Pensiamo all’altra campana del supereroismo cinematografico degli ultimi anni, quella di DC Comics. A differenza di Marvel, quest’ultima ha lasciato maggiore libertà ai registi che ha ingaggiato; risultato? Se il regista in questione era un grande regista (Tim Burton, Christopher Nolan, l’ultimo arrivato Todd Phillips) il film che ne usciva era un ottimo film, se invece l’autore era un regista non proprio eccelso (pensiamo a Zach Snyder, o a David Ayer) ci si trovava davanti a prodotti decisamente dimenticabili. Marvel non ha mai sfornato capolavori, ma ha una media qualitativa decisamente buona: nessuno dei suoi film è davvero magnifico, nessuno dei suoi film è una schifezza assoluta. DC vanta grandissimi film (Batman – Il ritorno, Il cavaliere oscuro, Joker) e una serie infinita di film mediocri (L’uomo d’acciaio, Batman v. Superman, Suicide Squad, Justice League eccetera) che, a lungo andare, danno l’impressione di un lavoro malcoordinato e malorganizzato. In definitiva, Marvel sacrifica i personalismi in nome di una garanzia di qualità, DC li lascia liberi rischiando sonore disfatte. Quale delle due case è più lungimirante?

I supereroi della Justice League, franchise DC Comics

Qualcuno difende Scorsese sostenendo che il suo è un atto d’accusa verso il cinema ad alto budget e con troppi effetti speciali. A parte il fatto che The Irishman, ultimo film del regista, ha un budget di 160 milioni di dollari e si serve di moltissimi effetti digitali, soprattutto per ringiovanire gli attori; a parte il fatto che uno dei suoi ultimi film, Hugo Cabret, è girato quasi interamente in digitale; ma davvero siamo ancora qui a sostenere che il cinema ad alto budget e con gli effetti speciali sia per forza brutto e cattivo? Davvero pensate che George Melies, Fritz Lang, Ridley Scott e Stanley Kubrick, oggi, rifiuterebbero il digitale per portare in scena i loro magnifici mondi fantascientifici? E che lo farebbero perché, come dicono i purtisti, il cinema “deve essere artigianale per essere genuino”? Noi non crediamo proprio. Anche perché Viaggio nella Luna, Metropolis, Blade Runner e 2001: odissea nello spazio vennero tutti girati senza badare a spese, e sfruttando fino in fondo ciò che la tecnologia dell’epoca poteva offrire in termini di effetti speciali. Dunque, non sarebbe una blasfemia sostenere che oggi questi quattro capolavori si avvarrebbero eccome del digitale. Se ne servirebbero per rafforzare la storia, non per sopperire alle mancanze attraverso gli effetti speciali; ma se ne servirebbero, punto e basta.

Dunque chi ha ragione? Forse Scorsese è soltanto caduto nella trappola di molti registi del passato che, guardando a un cinema nuovo che forse non capivano, lo hanno attaccato. Questo significa che tra trent’anni considereremo i prodotti Marvel dei capolavori della storia del cinema? Assolutamente no, però magari faremo meno fatica a considerarli cinema.

Tutta questa serie di riflessioni ci porta in fondo ad una domanda vecchia come il cinema: il cinema è tale solo se unisce sobrietà a riflessioni profonde o può essere anche solo svago fine a sé stesso? Ecco la risposta a tutta la diatriba: decidete cosa dev’essere per voi il cinema, poi giudicate se l’universo Marvel ne fa parte o meno.
Noi la nostra opinione ce l’abbiamo.
Ovvero.
Taxi Driver e Iron Man sono film dello stesso valore? Assolutamente no.
Fanno entrambi parte del mondo del cinema? Assolutamente si.

E poi

Possiamo continuare ad amare il vecchio MARtin?
Dobbiamo.
Possiamo continuare a svagarci seguendo le avventure di Spider-Man targate MARvel?
Of course.

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