Commando

(Commando)

Regia di Mark L. Lester

con Arnold Schwarzenegger (Colonnello John Matrix), Rae Dawn Chong (Cindy), Dan Hedaya (Arius), Vernon Wells (Bennett), James Olson (Generale Franklin Kirby), Alyssa Milano (Jenny), David Patrick Kelly (Sully), Bill Duke (Cooke), Drew Snyder (Lawson).

PAESE: USA 1985
GENERE: Azione
DURATA: 86’

Quando gli rapiscono la figlioletta per costringerlo a compiere un atto terroristico ai danni di uno staterello sudamericano, un ex colonnello dei marines torna in azione e, armato di tutto punto, fa strage dei bruti e si riprende la piccola.

Dopo venti minuti di film Schwarzy ha già menato e sparato a chiunque, ucciso un uomo a mani nude ed è saltato giù da un aereo in fase di decollo. Ed è solo l’inizio. Inutile tentativo di convertire Schwarzy al rambismo, il film è tutto dei cascatori e delle controfigure: nei titoli di coda, l’elenco degli stuntman è più lungo (sic!) di quello degli attori. Non che sia un male, vista la qualità del cast (Hedaya con accento sudamericano improponibile, Wells cattivo psicopatico imbarazzante), ma il cinema è un’altra cosa. Almeno due sequenze da antologia del trash: il prologo, in cui dopo essersi portato a spalla un tronco di una tonnellata Schwarzy si prodiga in una serie di stucchevoli siparietti con la figlia (gelatino sul naso, pesca sul torrente, nutrizione di un ameno e docile cerbiatto), e l’epilogo, in cui il cattivo di turno a) coglie alle spalle il nostro b) prende accuratamente la mira c) gli svuota un caricatore addosso e lui, granitico, si volta e a) non viene sfiorato da alcun proiettile b) non prende nemmeno la mira e c) con un colpo solo, uccide male il gaglioffo. Tutto questo per una trentina di volte, fino a quando – da solo – non è riuscito a uccidere TUTTO l’esercito del tiranno. Certo la sceneggiatura di Steven E. De Souza (autore di 48 ore di Walter Hill, che inizialmente avrebbe dovuto dirigere anche questo film) non manca di intenti parodici, ma non basta qualche battuta bad ass per fare un film decente. Ingombrante colonna sonora di James Horner, cameo di Bill Paxton (l’operatore radio) e primo ruolo importante per la giovanissima Alyssa Milano, futura star di Streghe. I cultori del trash troveranno pane per i loro denti, gli altri si astengano.

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