Pinocchio (2019)

Regia di Matteo Garrone

con Federico Ielapi (Pinocchio), Roberto Benigni (Geppetto), Marine Vacth (Fata Turchina), Gigi Proietti (Mangiafuoco), Massimo Ceccherini (La Volpe), Rocco Papaleo (Il Gatto), Davide Marotta (Grillo parlante), Paolo Graziosi (Mastro Ciliegia), Maria Pia Timo (Lumaca), Massimiliano Gallo (Corvo/il direttore del circo), Gianfranco Gallo (Civetta), Teco Celio (giudice Gorilla), Alida Baldari Calabria (Fata Turchina bambina), Alessio Di Domenicantonio (Lucignolo), Enzo Vetrano (Maestro), Maurizio Lombardi (Tonno), Nino Scardina (omino di burro), Ciro Petrone (Banditore).

PAESE: Italia, Francia, Gran Bretagna 2019
GENERE: Fantastico
DURATA: 125’

La famosissima storia di Pinocchio, che nasce burattino di legno ma sogna di diventare un bambino vero. Rapito da Mangiafuoco, truffato dal Gatto e dalla Volpe, finisce nel Paese dei Balocchi e si ritrova trasformato in asino. Finito in mare, ritrova il babbo Geppetto nello stomaco di una balena…

Delle moltissime trasposizioni cinematografiche del celeberrimo romanzo (1881 – 1883) di Carlo Collodi, questa di Garrone (anche sceneggiatore con Massimo Ceccherini) è una delle più fedeli e rispettose, ma anche una delle più suggestive a livello visivo. Andando controcorrente, Garrone usa il meno possibile gli effetti speciali digitali e punta tutto sulle location naturali (Puglia e Toscana), sulle meravigliose scenografie e sul make-up dei personaggi, davvero straordinario (a curarlo il truccatore Mark Coulier). Poche ma azzeccate differenze rispetto al romanzo, molte idee, e una capacità eccezionale di scegliere e dirigere gli attori: nel caleidoscopio di meravigliosi personaggi spiccano il Mangiafuoco di Proietti, il Gatto e la Volpe di Papaleo e Ceccherini, la Lumaca della Timo, il giudice Gorilla di Celio e il Maestro di Vetrano. E, ovviamente, il Geppetto di Benigni (struggente) e il Pinocchio di Ielapi, classe 2010, semplicemente perfetto. Girare un nuovo film su Pinocchio, oggi, è rischioso come girare un film sull’Iliade o sull’Odissea: è un attimo ritrovarsi a scherzare con i santi. Garrone ha vinto la scommessa approcciandosi a Collodi con estremo rispetto, mantenendo intatto lo spirito del romanzo e la sua universalità. Delle molte sequenze che aprono il cuore vorremo citare almeno quella della nottata coi burattini di Mangiafuoco (interpretati da attori nani): poesia pura. Fotografia preziosa di Nicolaj Bruel. Un po’ lungo? Forse, ma rimane un film magico e sincero, assolutamente da vedere.

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