Sabrina

(Sabrina)

Regia di Billy Wilder

con Audrey Hepburn (Sabrina Fairchild), Humphrey Bogart (Linus Larrabee), William Holden (David Larrabee), Walter Hampden (Oliver Larrabee), Martha Hyer (Elizabeth Tyson), John Williams (Thomas Fairchild), Joan Vohs (Gretchen Van Horn), Marcel Dalio (Barone St. Fontanel), Nella Walker (Maude Larrabee), Francis X. Bushman (signor Tyson), Ellen Corby (Signorina McCardle).

PAESE: USA 1954
GENERE: Commedia
DURATA: 113′

Figlia dell’autista dei Larrabee, una famiglia miliardaria di Long Island, Sabrina ama segretamente il secondogenito David, dongiovanni perdigiorno, che nemmeno la prende in considerazione. Il padre la spedisce a Parigi per due anni per farle passare la cotta e per farle fare nuove esperienze. Diventata un’elegante e giovane donna, torna a casa e mette subito in subbuglio i sensi di David che però sta per sposarsi con la figlia di un industriale che dovrebbe fare affari proprio coi Larrabee. Per evitare che il matrimonio e l’affare vadano in fumo, il primogenito Linus, gran lavoratore, cerca di far innamorare Sabrina di lui, cosa che gli riesce, ma si ritrova cotto pure lui…

Dal lavoro teatrale Sabrina Fair di Samuel A. Taylor, che curò anche l’adattamento con il regista e Ernest Lehman, una delle commedie più note ed apprezzate della storia del cinema e senza dubbio uno dei migliori film di Wilder. Alcuni la ritengono una commedia wilderiana meno cattiva di altre, eppure lo spirito dissacratorio del regista si rivela in ben più d’una scena (“la vita è come una limousine”, dice il padre di Sabrina parlando di classi sociali, “c’è chi siede davanti e chi siede dietro. E in mezzo c’è un vetro a separarli”), sostenuto da una scrittura veloce e frizzante che sa rendere fortemente simbolico ogni personaggio e di far appassionare anche lo spettatore meno sentimentale. Senza dimenticare che, dopo così tanti anni, fa ancora davvero molto ridere: dialoghi memorabili e per nulla datati, molte trovate impagabili (le prove di Linus con la lastra di plastica, i dolori di David dopo aver schiacciato i bicchieri col sedere) e una squadra di attori raramente così bravi, primo fra tutti un Bogart meraviglioso nonostante si sentisse troppo vecchio e fuori parte (il ruolo era stato scritto per Cary Grant) e avesse rapporti tesi coi colleghi, soprattutto con la Hepburn. Le scene con protagonista Hampden (il capofamiglia Larrabee) sono tutte quante da antologia. Raro caso di commedia hollywoodiana in cui alla fine gli innamorati non hanno il benestare delle rispettive famiglie, e raro film in cui Bogart non accende nemmeno una sigaretta. Oscar ai costumi di Edith Head, che si avvalse della collaborazione di Givenchy (che vestirà la Hepburn anche nel successivo Colazione da Tiffany). Poetica fotografia di Charles Lang, funzionali musiche di Frederick Hollander. Una delle più grandi commedie americane di tutti i tempi, imperdibile. Un remake nel 1995 con la regia di Sydney Pollack.

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