Arianna

(Love in the Afternoon)

Regia di Billy Wilder

con Audrey Hepburn (Ariane Chavasse), Gary Cooper (Frank Flannagan), Maurice Chevalier (Claude Chavasse), John McGiver (Monsieur X), Van Doude (Michel), Lise Bourdin (Madame X), Olga Valéry (la padrona del cane al Ritz).

PAESE: USA 1957
GENERE: Commedia sentimentale
DURATA: 130′

A Parigi, la figlia di un investigatore privato specializzato in scappatelle extra-coniugali sventa l’assassinio di un ricchissimo playboy ad opera di un marito tradito. Innamoratasi del furbone, lo conquista facendogli credere di essere come lui…

Primo incontro tra Wilder e lo sceneggiatore I.A.L. Diamond, alle prese con una commedia romantica ambientata nella città romantica per antonomasia in cui il regista ritrova la Hepburn dopo il memorabile Sabrina (1954). Sarà forse anche un Wilder meno cattivo e più zuccheroso del solito, ma il racconto è portato con tale grazie che alla fine risulta comunque godibile. Ancora una volta il regista si conferma uno dei migliori quando si tratta di alternare dramma e commedia, comicità surreale e accurato studio dei sentimenti umani. Memorabile la trovata del quartetto tsigano che segue Frank ovunque facendo da colonna sonora ad ogni momento della sua vita, e da antologia la sequenza in cui i cinque (i quattro musicisti + Frank) si risvegliano dopo una colossale sbornia e ricominciano la tiritera come se nulla fosse accaduto. L’essenzialità spaziale di Wilder raggiunge qui livelli estremi: se si toglie qualche brevissima parentesi “esterna” (il teatro, il lago, il conservatorio, la stazione), il film è tutto ambientato in due sole location, l’appartamento dei Chavasse e la stanza d’albergo di Flannagan. Ottime prove dei due protagonisti (28 anni di differenza), ma il personaggio migliore – e quello coi dialoghi più divertenti – è senza dubbio il padre detective di Chevalier. Bella colonna musicale del solito Franz Waxman e ottima fotografia di William Mellor, che si diverte a giocare coi chiaroscuri sul volto di Cooper, forse per mitigarne i segni dell’età. Nel 1961 il film fu inspiegabilmente ridistribuito nelle sale in una versione rimontata e sforbiciata di 5′, intitolata Fascination come il brano che gli tsigani suonano per introdurre le avventure galanti di Flannagan (in realtà si tratta di un vecchio e dimenticato pezzo italiano dal titolo Malombra, composto da Fermo Dante Marchetti).

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