Irma la dolce

(Irma La Douce)

Regia di Billy Wilder

con Jack Lemmon (Nestor Patou), Shirley MacLaine (Irma), Lou Jacobi (Moustache), Bruce Yarnell (Ippolito il bue), Grace Lee Whitney (Kiki la cosacca), Joan Shawlee (Annie l’amazzone), Diki Lerner (Jo Jo), Herschel Bernardi (ispettore Lefevre), Howard McNear (il concierge).

PAESE: USA 1963
GENERE: Commedia
DURATA: 147′

Assegnato al quartiere parigino di Les Halles, Nestor, giovane e ingenuo poliziotto, si convince di poter fermare il viavai di prostitute e loro clienti. Sbattuto fuori dalla polizia (anche perché il capo ispettore è uno dei migliori fruitori del servizio), si innamora della prostituta Irma e, per averla tutta per sé, si traveste da facoltoso business man inglese e diventa il suo unico cliente. Quando c’è il rischio che Irma si innamori dell’inglese, Nestor lo uccide…e finisce in prigione.

Tratta dall’omonimo musical francese del 1956 (musiche di Marguerite Monnot e libretto di Alexandre Breffort), adattato dal solito I.A.L. Diamond, è una delle ultime grandi commedie brillanti hollywoodiane, nella quale Wilder riversa quasi tutto il suo repertorio filmico fatto di scambi di persona e travestimenti, incursioni nel grottesco e gag di gusto slapstick, amori apparentemente impossibili e critica al perbenismo borghese. Certo il film è molto lungo e, a conti fatti, non propone nulla di davvero nuovo, ma basterebbero gli ultimi 40′ – un folle quanto irresistibile crescendo di eventi comici sempre più assurdi, fino all’inevitabile lieto fine – per ammirare ancora una volta il modo di fare cinema di questo grande cineasta, che oltretutto ritrova qui la deliziosa coppia Lemmon/MacLaine che già aveva reso grande il precedente (e pluri-premiato) L’appartamento (1960). Grazie al lavoro scenografico del veterano Alexandre Trauner, che ricostruì Les Halles in studio con una cura maniacale, e alla poetica e saturata fotografia in Technicolor dell’esperto Joseph LaShelle, il film è sicuramente uno dei più colorati e visivamente sbarazzini di Wilder. Memorabile il personaggio del barista Moustache, che quasi in ogni scena rivela improbabili dettagli sul suo passato. Nei panni di un marinaio con la radiolina si scorge un giovanissimo James Caan.

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Liberi Pensieri Cinematografici
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